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BUGNARA – Sulla bara, avvolta nella bandiera dei Borghi più Belli d’Italia, primeggiava la sua fotografia col sorriso disarmante, quella luce propria che continua a brillare e irradiare il paese anche dopo la morte. Giuseppe Lo Stracco era l’uomo garbato ed educato, amministratore instancabile e amico confidente. La sua figura è venuta fuori nel corso del rito funebre officiato nel pomeriggio nella Chiesa della Madonna della Pace a Torre De Nolfi, frazione di Bugnara, dove il primo cittadino viveva. Il carro funebre è giunto in piazza poco dopo le 14.30. Il feretro del sindaco è stato portato in spalla dagli amici lungo via della Chiesa fino all’edificio di culto dove il vescovo, mons. Michele Fusco, ha officiato le esequie. “Mi piace pensare a Giuseppe come il custode, il sindaco che custodiva il bene della sua comunità”- ha detto il presule nel corso dell’omelia. Il ricordo più toccante è arrivato al termine della celebrazione dal vice sindaco, Domenico Taglieri, chiamato a traghettare l’ente fino a nuove elezioni. “Purtroppo, non ci si può opporre alla morte, ma noi non vogliamo rassegnarci e vogliamo continuare a parlarti perché tu puoi ascoltarci”- ha detto Taglieri ricordando che “ci sono persone, e tu lo eri, che portano una luce così grande nel mondo che anche dopo che se ne sono andati la luce rimane”. Poi l’uscita del feretro tra gli applausi della folla commossa e il corteo fino al cimitero sotto la supervisione delle forze dell’ordine e della Protezione Civile Ana, intervenuta unitamente ad una delegazione delle Ferrovie dello Stato e del Borgo di Santa Maria della Tomba. L’immagine che resta è alla della luce che nemmeno la morte riesce a spegnere. Una luce che si percepisce nei progetti e nelle varie iniziative portate avanti dal sindaco custode che ora continuano a vivere nella sua comunità. E lui con loro.

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