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L’AQUILA – Dopo oltre due mesi di chiusura di tutte le attività ed anche quella della cultura, la città dell’Aquila, forse prima in Italia, riapre le porte dei suoi tesori artistici, partendo proprio cultura. Una significativa manifestazione si è tenuta ieri nella Basilica di Collemaggio, luogo identitario della comunità del capoluogo d’Abruzzo, e proprio nel giorno dedicato a San Pietro Celestino compatrono della città.
“Ho sognato Celestino” questo il titolo del lavoro artistico realizzato da Simone Cristicchi direttore artistico del TSA, interpretato da Matteo Pelliti accompagnato dal celebre violinista Alessandro Quarta. Un omaggio al Papa Santo Celestino V il 19 maggio, giorno in cui si celebra la ricorrenza dei 724 anni della sua scomparsa. Nel 1294 papa Celestino donò alla città la sua Bolla del Perdono e la prima Porta Santa al mondo L’Aquila ha così ritrovato il suo santo patrono all’interno di una delle chiese più belle d’Italia.
Presenti alla cerimonia autorità civili, religiose e militari, ma anche una folta rappresentanza di medici ed infermieri dell’Ospedale che in questi mesi hanno sostenuto una battaglia contro il virus Covid 19, riuscendo a salvare, con impegno, sacrificio e competenza migliaia di vite umane.
L’accesso alla Basilica è stato opportunamente contingentato, per evitare assembramenti e rispettare tutte le regole imposta dalle norme e regolamenti predisposti per ridurre e contenere il contagio in un momento ancora difficile dell’emergenza sanitaria.
“Crediamo di essere i primi in Italia, se non i primi assoluti, ad allestire una iniziativa di questo genere in un momento così complesso della nostra storia – ha detto il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi – e ci auguriamo che la stessa possa rappresentare un esempio di rilancio dell’attività culturale nazionale, che è anche un pilastro della nostra economia. Il virus, purtroppo, ha mietuto tante, troppe vittime. Ma non può uccidere le comunità e la loro legittima aspirazione di esprimersi attraverso uno dei più significativi elementi identitari che le contraddistingue, e cioè la cultura”.
Gaetano Trigilio

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