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SULMONA – Una occasione per fare il punto sulla giustizia in Italia , sulla durata dei processi e anche sulla tutela delle vittime del reato e dei familiari. Questo il filo conduttore del lungo seminario, inserito nel quinto convegno di criminologia, svoltosi ieri al Teatro Comunale “M.Caniglia” di Sulmona. Un team di esperti a confronto sull’evoluzione della pena “prima, durante, dopo e i suoi effetti sulle vittime del reato”. Tra gli obiettivi da raggiungere la possibilità di un confronto diretto tra chi ha eseguito l’atto criminale e la vittima, comprendere se esiste la possibilità concreta di riconciliazione tra le parti, al di là del perdono. Atto questo che, quando concesso, da parte della vittima o di un suo familiare, passa attraverso un doloroso percorso di crescita e consapevolezza. Tra i relatori Eugenio Sarno presidente nazionale Uil Polizia penitenziaria, il rappresentante territoriale e projet manager Mauro Nardella, Maria Cristina Giannini, docente dell’Università di Teramo, Giuseppe Bellelli procuratore capo del tribunale di Sulmona, Giammarco Cifaldi, docente dell’Università di Chieti, Cinzia Simonetti, avvocato penalista e componente dell’osservatorio carceri unione delle Camere Penali Italiane, Mirella Agliastro, sostituto procuratore generale della Corte d’Appello di Palermo, Maria Rosaria Parruti del tribunale di sorveglianza di L’Aquila e Emanuela Piantadosi, presidente associazione vittime del dovere. A puntare l’accento sull’uomo che si cela dietro il “criminale” è stato Carmelo Sardo, presentando il suo ultimo testo “Per una madre”. L’evento è stato accreditato presso gli ordini professionali dei giornalisti, avvocati, assistenti sociali e universitari per la formazione continua. Nutrita la partecipazione dei giovani e degli studenti cittadini.

A.D.A.

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