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SCANNO – Era finito sotto processo per minaccia grave, a seguito di una lite scoppiata in seguito all’aggressione del suo cane, ma il fatto non costituisce reato. Se l’è cavata con questa formula assolutoria, davanti al giudice monocratico del Tribunale di Sulmona, un 44 enne di Scanno, che era accusato di aver aggredito un compaesano, brandendo una mazza da baseball dalla propria autovettura, con tanto di minaccia: “ti spacco la testa, attento a quello che fai”. La lite in pubblica via, sarebbe scoppiata nel giugno del 2020 nel borgo lacustre, a seguito dell’aggressione del cane dell’imputato ai danni dei due cagnolini della persona offesa. La tensione è salita tant’è che dalla lite tra cani si è passata a quella tra umani anche se i modi non sono stati poi così garbati. Il 44 enne, nel corso dell’alterco, avrebbe tirato fuori la mazza da baseball per colpire la persona offesa ma nel corso del processo, dalle testimonianze raccolte, è emerso che l’imputato non aveva brandito l’arma, a differenza di quanto asserito nel capo d’imputazione. Per cui è venuto meno l’elemento fondante e aggravante del reato di minaccia. In assenza di querela, il giudice ha mandato assolto il 44 enne, difeso dall’avvocato Alessandro Margiotta, poichè il fatto non costituisce reato. Il procedimento infatti era scattato d’ufficio dopo l’intervento sul posto delle forze dell’ordine per i rilievi del caso.

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