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SULMONA – Lento pede deambulare sul fronte dei concorsi da primario. Con apposita deliberazione del Direttore Generale Asl, Ferdinando Romano, sono stati ammessi i due candidati che entro il termine di scadenza, fissato per lo scorso 3 luglio, hanno risposto all’avviso pubblico per l’attribuzione dell’incarico quinquennale della direzione di Medicina Interna del presidio ospedaliero di Sulmona. Si tratta di Luca Chichiarelli e di Flavio Romolo Rispoli. Entrambi accedono alla successiva fase selettiva, volta all’attribuzione dell’incarico, verificata la regolarità dei requisiti sanciti nel bando. La pubblicazione del bando di concorso risale allo scorso 24 marzo. Per cui le procedure amministrative, che certamente devono seguire l’iter previsto dalla normativa nonchè l’intera filiera, procedono a rilento. L’azienda infatti, sempre nello scorso marzo, aveva annunciato una seconda tranche di concorsi per la cardiologia-Utic, ortopedia e traumatologia, ostetricia e ginecologia, previo parere del governo regionale su quest’ultimo reparto. Nessuna traccia al momento degli atti necessari per reclutare i direttori delle unità operative complesse. Lo scorso febbraio la Asl aveva nominato il direttore di chirurgia generale, ovvero il dirigente medico, Mauro Favoriti. Concorso chiuso da tempo per l’anestesia e rianimazione che in Vincenzo Pace ha trovato il suo primario. Ora si attende di riempire le caselle vuote, per dare sostanza e contenuti al nosocomio all’avanguardia, di ultima generazione, che rischia però di trasformarsi in una scatola vuota vista l’annosa e grave carenza di personale, primari compresi. La lista delle criticità è pervenuta proprio in queste ore dal Tdm: ascensore rotto da tre mesi, risonanza magnetica in attesa dei lavori, agende bloccate per diversi esami. Per non parlare delle carenze sul territorio e dell’organizzazione interna dell’azienda. Dall’assenza di un centro specializzato per i minori autistici alla logopedista con contratto in scadenza fino ai doppi viaggi per prestazioni e ritiro referti. Non sembra che la sanità, che pure dovrebbe avere un carattere trasversale poichè si ha a che fare con la salute della popolazione, sia al centro dei pensieri e dei programmi della politica in generale. Nemmeno più in campagna elettorale.

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