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SULMONA – 22 pazienti ricoverati in malattie infettive, non in area critica, di cui il 70 per cento non sono vaccinati. Il dato statistico, chiaro e inconfutabile, arriva dal primario dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila, Alessandro Grimaldi che insiste sull’importanza della protezione e rilancia sugli anticorpi monoclonali. “Non sarà facile eliminare il virus dalla circolazione. Dobbiamo conviverci ancora ecco perché è necessario continuare a lavorare per curarlo”- interviene l’infettivologo che si appella ai medici di famiglia e dell’Usca per trattare i pazienti con anticorpi monoclonali, laddove possibile, sperando in nuove terapie antivirali. Il reparto del primario Grimaldi risulta pressocchè pieno, proprio come lo scorso anno. Questo perché c’è ancora qualche indeciso del vaccino che, secondo il medico, farebbe bene a convincersi. Il report che tiene con il fiato sospeso gli operatori sanitari è quello dei Long Covid, ovvero dei guariti dal virus che tornano in ospedale o a chiedere consulenze specifiche dopo circa sei mesi dalla negativizzazione. Si tratta di pazienti dai 35 ai 60 anni. Per lo più donne. “Qualcuno ci chiama e continuiamo ad evadere le richieste. Per questo è meglio non prenderlo il virus. Il dato dei Long Covid aumenta l’importanza della vaccinazione”- prosegue Grimaldi che smentisce le ricostruzioni sugli effetti collaterali del vaccino riguardo, ad esempio, la fertilità. “Se mettiamo sul piatto della bilancia gli effetti positivi e i collaterali, i primi sono molti di più dei secondi. La prova è il crollo dei contagi in ospedale dopo la campagna vaccinale obbligatoria”- conclude l’infettivologo che non si sbilancia sul tema di discusso della perentorietà del vaccino ma di certo non storce il naso per la riduzione della circolazione del virus. L’intervista integrale è disponibile su nostro canale youtube. (a.d’.a.)

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