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SULMONA – “La dipartita del Maestro Italo Picini priva Sulmona e l’Abruzzo di un artista di indiscusso valore che, nel corso della sua operosa esistenza, si è reso protagonista della cultura regionale”. Ad affermarlo in una nota è l’assessore regionale alla aree interne Andrea Gerosolimo. In queste ore anche il mondo della politica piange la morte dell’illustre artista. “Italo Picini che, con la sua arte pittorica, si è affermato nel panorama regionale e nazionale ottenendo significativi riscontri, è stato un pittore di talento, che ha perseguito convintamente e coerentemente un’idea di pittura del tutto svincolata da finalità di natura commerciale ed unicamente ispirata ai valori universali del messaggio artistico. A testimonianza di ciò, è sufficiente ricordare le generose donazioni a vantaggio dell’Amministrazione Provinciale di L’Aquila e di altri enti pubblici, che hanno assicurato alla fruibilità collettiva una parte significativa della sua consistente opera artistica”- sottolinea Gerosolimo. Cordoglio arriva anche dal sindaco di Sulmona Annamaria Casini. “A nome dell’amministrazione comunale, interpretando il sentimento unanime della cittadinanza, esprimo profondo cordoglio per la dipartita del prof. Italo Picini, un figlio di questa città che, attraverso la sua opera artistica, si è affermato nel panorama pittorico nazionale ed internazionale, contribuendo all’affermazione della cultura sulmonese”- evidenzia il sindaco. Al coro si aggiunge la senatrice Stefania Pezzopane. “Picini, a cui sono stata vicina in diverse occasioni, seguendo sue diverse mostre, ha avuto il merito e l’intuizione di valorizzare l’unicita’ della tradizione abruzzese, valicando i confini nazionali. Ne piangiamo il talento, la passione e il merito di aver esportato oltre i confini locali le nostre tradizioni. Voglio ricordarlo con questa passione, che l’ha sempre contraddistinto e sono vicina alla famiglia in questo momento di dolore”. Cordoglio e sentimenti di riconoscenza aveva già espresso il Presidente della Provincia dell’Aquila Antonio De Crescentiis.

Andrea D’Aurelio

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