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SULMONA – Organizzano uno spettacolo per bambini e vengono multati per 430 euro. Accade a Sulmona, nella città d’arte e cultura.  Per i responsabili della compagnia quella multa è stata un’ingiustizia. “E’ una cosa ingiusta. Il decreto bis per le ripartenze non prevede, per gli spettacoli viaggianti, il pagamento sia del suolo pubblico che delle affissioni” afferma Daniel De Bianchi, presidente dell’associazione L’antico teatro dei burattini d’Abruzzo. L’evento è stato peraltro patrocinato dal Comune, dopo che gli organizzatori avevano provveduto a presentare le autorizzazioni necessarie. Poi l’amara conclusione con la multa. Daniel De Bianchi ha scritto al sindaco Annamaria Casini, informandola dell’accaduto ma non ha ottenuto risposta. “La cosa che ci dispiace – si legge nella lettera – è che venga multata in questo modo un’associazione culturale locale, affiliata Fita, associazione senza fini lucrativi, per quattro locandine grandi come un foglio di stampante, in un periodo in cui l’affissione non si paga e soprattutto in un periodo in cui dopo un anno e mezzo di covid la nostra attività è allo estremo di fondi economici. Abbiamo provveduto a presentare tutti i documenti richiesti dall’ufficio tecnico, minuziosamente sin da subito. Vengo a Sulmona da quasi dieci anni. Non pretendo la ragione, in quanto è giusto salvaguardare il territorio e chi affigge senza permessi, ma stiamo parlando di quattro locandine. Sicuramente non accadrà di nuovo, ma chiedo semplicemente un pò di sensibilità per la un’ attività che ha cercato di portare qualcosa di carino per la città, rispettando tutto ciò che è stato richiesto”. Prima ancora dell’inconveniente della multa la compagnia avrebbe ricevuto una pessima accoglienza da parte dei commercianti della zona: “Appena siamo arrivati per montare le attrezzature, diversi negozianti ci hanno chiesto se avevamo l’autorizzazione per occupare l’area destinata a parcheggio di piazza XX Settembre. Polemiche inutili perché noi avevamo tutte le autorizzazioni” spiega De Bianchi. “Non abbiamo fatto più di dieci spettatori – spiega l’organizzatore – incassando solo circa 70 euro e rimettendoci soldi per le spese che abbiamo dobbiamo dovuto affrontare. Avendo difficoltà a pagare ora 430 euro, avevamo chiesto al sindaco di rivedere il verbale e, se possibile, di annullarlo o ridurre la cifra ma così non è stato”. L’amarezza è tanta perché “a rimetterci è sempre chi lavora. Anche chi butta una cicca di sigaretta per terra commette un reato così come chi suona il clacson in occasione di una vittoria per una partita ma, in questi casi, non c’è alcuna severità. Noi invece per quattro locandine veniamo multati. Quello che ci dispiace è che l’evento aveva scaturito entusiasmo tra i componenti dell’ufficio cultura, tanto che l’assessore ci ha chiesto di poter tornare ad agosto ma dopo quello che è accaduto con la città di Sulmona abbiamo chiuso” conclude De Bianchi. (a.d’a.)

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