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SULMONA – Doveva effettuare una Tac urgente per verificare lo stato del tumore ed è stata costretta a spostarsi presso una struttura sanitaria privata,  con l’aggravio delle spese da sostenere che ammontano a circa 400 euro. Protagonista della vicenda è una malata oncologica che l’altro giorno si è rivolta al Tribunale per i diritti del Malato per denunciare il caso. La donna aveva una certa urgenza di sottoporsi alla prestazione sanitaria, per monitorare l’evoluzione della patologia, ma al Cup non è stato possibile prenotare l’esame.  Per cui, dovendo procedere con urgenza alla somministrazione della terapia specifica, è stata costretta a manicare chilometri, bussando alle porte di una struttura privata, accollandosi personalmente anche le spese per il trasporto. Una storia comune, una delle tante, che conferma la difficoltà da parte della sanità pubblica di essere accessibile a tutti, soprattutto all’utenza debole e fragile. Nel caso di specie il problema riguarda anche il rimborso per i pazienti oncologici. “Tutto ciò che non passa per il Cup non è tracciabile. Per cui oltre al disagio la donna ha dovuto sostenere il viaggio per curarsi a spese proprie”- rileva Catia Puglielli dal suo Tdm. Nel giorno del rientro alla normalità per Sulmona è bene rimettere al centro i piccoli e grandi temi. Giusto per rinfrescare la memoria. (a.d’.a.)

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