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SULMONA – Il bagno pubblico è troppo lontano dalla centralissima piazza Garibaldi e per giunta con un’erogazione del servizio a singhiozzo. Per questo un uomo ieri mattina, nel bel mezzo del mercato settimanale, ha pensato bene di orinare davanti allo storico acquedotto medievale, in spregio a tutte le norme non scritte del buon senso nonché del buon vivere comune. Una scena che è stata immortalata da un automobilista, ovvero l’imprenditore sulmonese Pasquale Di Toro, che proprio in quel momento stava transitando lungo il centrale corso Ovidio. Di Toro ha richiamato a dovere l’incivile avventore che ha avuto la “sfortuna” di essere ripreso in flagranza mentre scambiava l’area dell’acquedotto per un orinatoio pubblico. Incredibile ma vero. Un episodio che non sorprende gli addetti ai lavori alla luce dell’inciviltà che dilaga, dentro e fuori le mura antiche della città. Certo è che si ripropone un problema più volte sollevato, ovvero quello della carenza di bagni pubblici in città. In tempo di pandemia tutto diventa più difficile. Dagli orari di viale Roosevelt ridimensionati ai servizi igienici nei bar che vengono utilizzati per lo più dal personale visti gli ingressi contingentati e i locali che ultimamente servono solo per asporto. Nelle ultime settimane è capitato al barbiere della piazza di San Domenico ricevere molte visite, soprattutto da parte di persone anziane, che chiedevano la cortesia di poter accedere nel salone con il solo scopo di espletare il fisiologico bisogno. Si potrebbe pensare ai bagni chimici ma sotto il Covid non è il massimo per l’utenza. Questo non giustifica gesti di inciviltà come quello posto in essere dal giovane nella giornata di mercato con una piazza ancora semi vuoti ma comunque “osservata speciale”. Così facendo altro che regolamenti per volontari, decoro e politiche di marketing urbano. Se non si cambia approccio non si va da nessuna parte.

Andrea D’Aurelio

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