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SULMONA – “Con due consigliere regionali in maggioranza all’Emiciclo siamo riusciti ad ottenere qualcosa per il territorio?”. La domanda-provocazione arriva dal leader di Italica, Alberto Di Giandomenico, che chiede conto delle politiche del territorio. “Solo con la cultura non si mangia, non si sfama un’intera popolazione non garantisci lavoro alle famiglie di un territorio orograficamente già penalizzato. Molti sono costretti a lasciare le aree interne non solo per lavorare, ma per curarsi. Persino gli anziani sono costretti, in questo periodo invernale, a viaggiare per i servizi sanitari che sono stati cancellati, anche a nostra insaputa, dall’ospedale di Sulmona. Nel cuore d’Abruzzo la popolazione invecchia e gli ospedali si svuotano di servizi e personale. Possibile che si debba far finta di nulla e poi cantare persino vittoria per aver recuperato qualche risorsa da destinare ai soliti rami secchi?” si domanda Italica protestando.”Con due consiglieri regionali in maggioranza (l’Udc ha preso le distanze dalla maggioranza,ndr) all’Emiciclo siamo riusciti ad ottenere qualcosa per il territorio?” chiede Alberto Di Giandomenico, coordinatore di Italica. “Dichiarare di aver portato denaro alla cultura non ha senso se poi soprattutto nella città di Sulmona i servizi in tal senso sono stati chiusi o accorpati ad altre realtà. Non è chiaro a quale cultura giovi il finanziamento regionale Quali sono i progetti finanziati, culturalmente parlando? Potrebbero questi garantire davvero una rivitalizzazione degli assetti turistici del territorio o abbiamo di nuovo scambiato un’abbazia per un salvadanaio e un intero comprensorio per una discarica? Perché spendere a casaccio, senza una programmazione, senza un obiettivo? Perchè accontentare i soliti con iniziative che, sostenute da decenni, non hanno fatto altro che accompagnare l’impoverimento di una intera comunità” conclude Di Giandomenico ritenendo che i fondi ottenuti dalla Regione rappresentano una vittoria di Pirro davanti a tanti problemi che affliggono il comprensorio e il capoluogo peligno. (a.d’.a.)

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