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SULMONA – Un incontro pubblico a breve con il sindaco di Sulmona Annamaria Casini e con le centinaia di famiglie che sono sottoposte a una vera e propria odissea per i tempi lunghi della riabilitazione dei loro congiunti. La proposta arriva dall’avvocato del Tribunale per i diritti del Malato Catia Puglielli che non abbassa la guardia su un problema che è tornato al centro dell’attenzione. Per una riabilitazione si deve attendere circa un anno e, nonostante la risposta della Asl, la Puglielli non intende arrestare la battaglia. “Ho chiesto un incontro pubblico al primo cittadino, alla presenza delle famiglie, perché il problema sia attenzionato per quello che è una volta per tutte”- annuncia l’avvocato. “Conosciamo bene il sistema di accesso alla riabilitazione perché siamo noi stessi molte volte ad indicare agli utenti la procedura da seguire per accedere al sistema: dalla richiesta al medico di base alla valutazione dell’unità di valutazione multidimensionale”- spiega Puglielli. “Sappiamo bene che il problema sorge dopo essere stati autorizzati dalla Asl e dopo essersi recati alle strutture convenzionate che possono garantire le prestazioni nei limiti del budget. Vogliamo tuttavia precisare che oltre il riferito limite del budget la riabilitazione rimane un problema di natura sanitaria di cui deve occuparsi il sistema sanitario”- tiene a precisare l’avvocato- una puntualizzazione rivolta al Direttore Generale Tordera. “Anche ai fini del contenimento della spesa pubblica è indispensabile attivare le misure necessarie per garantire la riabilitazione affinché il paziente migliori e, quando non sia possibile il miglioramento , venga mantenuta la disabilità. Il limite del budget non può rappresentare un ostacolo alla realizzazione del più alto diritto costituzionale alle cure. Il piano sanitario , con la riqualificazione delle strutture ospedaliere , intende perseguire lo scopo di extra ospedalizzare il paziente puntando sulla medicina di base e sull’assistenza domiciliare. Se le strutture ad oggi riescono a garantire le prestazioni nel limiti del budget , come sarà possibile smaltire le liste di attesa per garantire le cure ed evitare che un paziente non tempestivamente riabilitato torni in ospedale?”- si chiede Puglielli che conclude: “siamo comunque soddisfatti del confronto con la Asl per gli spunti di riflessione offerti”.

Andrea D’Aurelio

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