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SULMONA – E’ ancora presto per tirare un respiro di sollievo nel carcere sulmonese. Un nuovo fronte di contagio si è aperto in queste ore con l’accertamento di due casi di positività al Covid-19 nella mensa della struttura penitenziaria riservata agli agenti. Si tratta di due operatrici domiciliate sul territorio comunale di Pratola Peligna. Entrambe, stando almeno alle prime informazioni, avrebbero ricevuto la prima dose del vaccino AstraZeneca. Sono quindi scattate le misure di prevenzione che hanno portato alla momentanea sospensione della mensa, a titolo precauzionale, per addivenire alla stabilizzazione del quadro epidemiologico. Agli agenti penitenziari, nelle more della riattivazione del servizio, viene erogato un buono per i pasti. Si tratta quindi di un fronte da non sottovalutare che mantiene alta l’attenzione e la fibrillazione nell’ambiente carcerario, interessato nella seconda ondata da un vasto focolaio, fortunatamente spento già da alcuni mesi. La preoccupazione, ad onor del vero, si è allentata per i detenuti grazie alla campagna vaccinale in atto che ha permesso, in parte, di ridurre i rischi e far respirare il sistema. Non possono ancora dormire sonni tranquilli gli agenti penitenziari, vista la cerchia di contatti che afferiscono anche ai loro ambienti domestici. Al momento otto agenti si trovano in quarantena per via degli ultimi casi accertati, ovvero un poliziotto domiciliato a Raiano risultato positivo nei giorni scorsi e un altro che è un “falso positivo”. Ma il fronte che crea la giusta allerta è proprio quello della mensa vista la modalità di contatti ( non con i detenuti). C’è da sperare che il contagio si stabilizzi nell’immediato e che la vaccinazione si chiuda il prima possibile per liberare definitivamente dall’incubo Covid un ambiente delicato.

Andrea D’Aurelio

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