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SULMONA – “Di sicuro vedo un accanimento nei confronti di una persona che sia in primo grado che nel giudizio di Appello non è stato riconosciuto come esecutore del fatto”. Ad affermarlo è l’avvocato Franco Zurlo, dello studio legale Zurlo-Iommi, in merito alla sentenza della Corte d’Appello dell’Aquila che nei giorni scorsi ha dichiarato inammissibile il ricorso dal punto di vista penale e ha condannato l’imputato, A.C. di Pettorano sul Gizio, a risarcire le parti civili. “Il fatto importante è che l’appello della procura generale è stato dichiarato inammissibile. Per quanto riguarda la statuizione civile, aspetto di conoscere le motivazioni della sentenza per esprimere un giudizio più dettagliato. Nel frattempo posso solo annunciare che esistono già da adesso i presupposti per un ricorso in Cassazione”- annuncia Zurlo. Per Pro Natura Abruzzo invece, che aveva impugnato la sentenza per il tramite del legale Roberta Polce, “questo risultato è un incentivo a far sì che il nostro lavoro continui con maggiore interesse e con la partecipazione degli enti ed organismi preposti affinchè la convivenza uomo-natura non solo possa diventare parola d’ordine ma rappresenti soprattutto in una regione verde come la nostra il principale punto di forza per le innumerevoli possibilità di ricchezza che da essa potrebbero scaturirne”.

Andrea D’Aurelio

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