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SULMONA – Da quattro sono passati in tre. Poi in due. Ora ne resta solo uno. Non è il ballo dell’Hully Gully ma è il quadro allarmante che emerge dal reparto di emodialisi dell’ospedale di Sulmona dove la carenza di personale tocca i massimi storici. Per evitare l’emergenza la Asl manda i rinforzi. Nelle prossime ore arriverà un nefrologo dall’Aquila e un medico dal pronto soccorso del locale nosocomio per dare manforte al reparto in difficoltà. Una situazione che rasenta il paradosso, delirante e insostenibile per utenti ed operatori, che rischia di far esplodere l’intera unità operativa che si regge sulle spalle del solo medico responsabile rimasto in servizio dallo scorso venerdì. Per lui niente ferie né possibilità di riposo. Fortunatamente la grave situazione emergenziale non sta provocato disagi e rallentamenti nell’erogazione delle terapie per gli oltre mille pazienti dializzati dell’area peligno-sangrino, senza contare le prestazioni ambulatoriali che pure bisogna evadere. L’argomento è stato affrontato ieri una riunione svoltasi nella sede aziendale aquilana. I “piani alti” della Asl hanno disposto l’invio di due medici in soccorso della dialisi per far rientrare la situazione emergenziale. D’altronde secondo i pazienti, pronti ad interpellare anche le autorità competenti se sarà necessario, il rinforzo alla pianta organica si rende più che necessario. “Siamo persone fragili e come tali abbiamo il diritto di aver assicurata la continuità delle cure”- tuonano dalla dialisi.

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