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SULMONA – Avrebbe somministrato la cura domiciliare per la negativizzazione da Covid-19, facendosi pagare circa 1750 euro, senza emettere alcuna fattura. A denunciare il caso alla Guardia di Finanza di Sulmona è stato un esercente del posto che ha segnalato a sua volta, alla nostra emittente, la vicenda che lo ha visto protagonista all’indomani dell’arresto del medico sulmonese,  per il reato di concussione. L’uomo, G.M. proprietario di un autosalone, aveva contratto l’infezione da Coronavirus e si era messo in contatto con il medico per conoscere lo stato di salute della sua consorte, ricoverata sempre per Covid. Nel corso della telefonata il sanitario gli avrebbe proposto di cambiare terapia domiciliare per ottenere una guarigione più rapida. Al terzo tampone positivo il commerciante, dopo la persistenza del contagio, decise di contattare il medico per farsi somministrare la cura in parte per via endovenosa e in parte per via orale. Il tutto al costo di 250 euro. Una “tariffa” giornaliera che l’uomo, pur di tornare a stretto giro nella sua attività commerciale, decise di accollarsi per altre sei sedute. Tra titoli e contanti il commerciante avrebbe versato la somma di 1750 euro, stando a quanto riportato nell’esposto raccolto dalle Fiamme Gialle di Sulmona. “Dopo la  consegna degli assegni, ho chiesto al dottore l’emissione di una fattura per le prestazioni rese, e questi, con grande mio stupore rispose che se volevo la fattura dovevo pagare il doppio”- denuncia il commerciante che ha deciso di adire le vie legali, per il tramite dell’avvocato Andrea Lucci, e di ricorrere alla magistratura. Da quanto si apprende il medico avrebbe tentato di presentare le fatture in un secondo momento. Insomma la vicenda al centro dell’inchiesta di Nas e Procura non sembrerebbe essere un caso isolato anche se tutto il castello accusatorio deve trovare solidità nel corso delle indagini preliminari.  Per l’avvocato del medico, riguardo l’arresto per concussione, si tratta di un grosso equivoco poichè quella somministrata sarebbe una cura adiuvante.  Venendo meno la costrizione per la difesa non si configura alcuna concussione ma solo una prestazione extra ospedaliera a domicilio. Tra l’altro, lo scorso lunedì, non operava nemmeno in veste di pubblico ufficiale poiché dallo scorso settembre non è più un medico del pronto soccorso. Oggi è prevista l’udienza di convalida nel corso della quale si chiederà di alleggerire o revocare la misura cautelare. (a.d’.a.)

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