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PRATOLA PELIGNA – Aveva inseguito e perseguitato l’amica, nonostante il divieto di avvicinamento, minacciandola verbalmente. Dovrà affrontare un processo il 55 enne di Pratola, G.D.N., comparso l’altro giorno davanti al giudice monocratico del Tribunale di Sulmona, Francesca Pinacchio, per il reato di atti persecutori. La Procura della Repubblica di Sulmona ha chiesto e ottenuto il giudizio immediato, ritenendo talmente solido il castello accusatorio da saltare il filtro dell’udienza preliminare. I fatti risalgono esattamente ad un anno fa. L’uomo era stato sottoposto al divieto di avvicinamento nei confronti di una donna pratolana, con la quale aveva intrattenuto rapporti di amicizia, dopo essere entrato nell’abitazione della persona offesa, aggredita fisicamente con un ceffone. La stessa sarebbe stata pure oggetto di avance con la messaggistica. Il Tribunale, a seguito degli indizi raccolti, decise di emettere la misura cautelare del divieto di avvicinamento a 500 metri dai luoghi frequentati dalla persona offesa. Una misura che non avrebbe frenato l’uomo che peraltro risiede a pochi metri di distanza dalla sua amica. La stessa, pochi giorni dopo, sarebbe stata inseguita con tanto di frase minacciosa: “la prossima volta stai attenta”. Da qui l’aggravamento della misura cautelare e la traduzione in carcere. La difesa dell’uomo aveva contestato l’impianto delle accuse, visto il quadro psicologico dell’imputato che peraltro non guida alcuna vettura. Per cui potrebbe aver pedinato più che inseguito la donna. La circostanze saranno chiarite nel corso del processo che prenderà il via, nella fase istruttoria, ad ottobre dopo la citazione del giudice per le indagini preliminari.

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