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La provincia dell’Aquila risulta essere la più colpita dal covid a causa di diversi focolai: nel capoluogo ci sono 27 contagi recenti. Ieri erano stati 25.

Positivi sono stati accertati nei giorni scorsi all’università, mentre sono sotto osservazione bar, ristoranti e locali.

E’ aquilano anche il paziente più giovane la cui positività è stata accertata nelle ultime ore: un bimbo di 7 mesi.

Un’altra delle località con più nuovi casi è Celano (L’Aquila), dove c’è un importante focolaio, che ha spinto il sindaco ad introdurre misure più rigide del Dpcm di Conte; è stato il primo caso in Abruzzo di un inasprimento delle misure nazionali, ipotesi prevista dal provvedimento governativo.

Cinque casi, infine, a Pescina (L’Aquila) e quattro a Scurcola Marsicana (L’Aquila).

La Asl provinciale dell’Aquila corre ai ripari per la possibile emergenza posti letto malati covid con una serie di iniziative messe in campo nelle ultime ore: i pazienti covid clinicamente guariti ma non ancora negativizzati saranno ospitati in 24 appartamenti del progetto Case di Roio, frazione del comune dell’Aquila.

Il complesso del grande insediamento antisismico costruito dopo il terremoto del 2009 per dare un tetto a circa 16mila sfollati è stato messo a disposizione dal Comune dell’Aquila.

Come informa il direttore sanitario aziendale, Sabrina Cicogna, gli alloggi sono in corso di sanificazione.

Lo stesso l’utilizzo è stato previsto per l’ultimo piano del presidio di Pescina (L’Aquila), totalmente indipendente dal resto della struttura.

Domani forse ci saranno le prime dimissioni di pazienti guariti ma ancora positivi “nelle strutture terziarie individuate dalla Asl”.

La Asl provinciale ha disposto il potenziamento dell’attività dei tamponi sgomberando l’ospedale di comunità di Tagliacozzo dove il personale sarà utilizzato proprio per potenziare l’effettuazione di tamponi: a tale proposito, nell’interporto di Avezzano sarà aperta una nuova struttura.

L’Azienda ha disposto anche il potenziamento delle Unità Speciali di Continuità Assistenziale (USCA) che svolgono attività domiciliari per i pazienti Covid-19.

La situazione degli ospedali: 12 malati covid ricoverati nel reparto malattie infettive di Avezzano, 22 in quello dell’Aquila, 11 sono i malati nella pneumologia covid e 4 nella terapia intensiva covid nel cosiddetto G8, il piccolo ospedale limitrofo al San Salvatore realizzato dopo il sisma del 2009 in occasione dell’evento mondiale che si è svolto all’Aquila.

“C’è una miccia accesa che rischia di far saltare il fragile funzionamento della Asl dell’Aquila, già provata dall’epidemia da Coronavirus: il focolaio di contagi alla Rsa ‘Don Orione’ di Avezzano , è presumibile che gran parte dei 71 debba essere trasferito in ospedale. Ma il Covid Hospital di Pescara non può accoglierli perché privo di personale sanitario e infermieri. E dunque il rischio è che vengano intasati tutti gli ospedali della Asl1 con in testa il San Salvatore”.

Lo scrive in una nota il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci.

“E’ terribilmente triste dire l’avevamo previsto quando denunciammo una megastruttura incapace di funzionare. Bisogna investire in uomini e donne, potenziare il personale, la formazione professionale e tecnologica, moltiplicare controlli preventivi, tamponi e screening diffusi sul territorio. Il reparto di malattie infettive del San Salvatore ha già tutti i letti a disposizione occupati. La medicina territoriale, che ha lavorato a mani nude tra marzo e aprile, e di cui abbiamo implorato il potenziamento, è stata affiancata, a macchia di leopardo e comunque in numero insufficiente, dalle USCA – Unità Speciali di Continuità Assistenziale, squadre di medici e infermieri che, a domicilio e su segnalazione dei medici di base, intervengono nei casi di contagio dove non sia necessaria l’ospedalizzazione. Ma sono poche e non sempre funzionano. Le persone preoccupate prendono d’assalto i laboratori privati per fare i tamponi. Nel Distretto Sanitario della nostra ASL il problema grave è proprio la mancanza del personale infermieristico che rallenta e rende meno efficace l’azione dei medici domiciliari, costretti da soli a fronteggiare le delicate operazioni logistiche necessarie per una visita domiciliare a un paziente Covid. La superficialità e l’inadeguatezza della sanità regionale si mostra incapace di contenere i flussi di ritorno del Covid 19, pur ampiamente previsti mesi fa. E’ necessario correre ai ripari immediatamente, per evitare di trovarsi in una situazione analoga a quella della Lombardia. E soprattutto per fare in modo che l’Abruzzo resista all’onda d’urto che ci aveva risparmiato in primavera”, conclude.

Intanto l’rsa del Comune dell’Aquila ha disposto alcuni interventi urgenti a tutela degli ospiti della casa albergo ex Onpi, la struttura residenziale per la terza età, relativamente all’emergenza coronavirus.

Lo rendono noto il sindaco Pierluigi Biondi e la presidente del consiglio di amministrazione della stessa istituzione, Daniela Bafile.

Provvedimenti che si aggiungono a quelli adottati finora, che hanno preservato la totale incolumità degli operatori e degli ospiti della casa albergo. In particolare, il personale sanitario e che comunque opera nella residenza sarà sottoposto a test rapido; un’operazione già condotta e che ha tranquillizzato l’intero apparato, ma che, per ragioni di prudenza, verrà di nuovo effettuata.

Anche il capogruppo al comune dell’Aquila della Lega, Francesca De Santis, è risultato positivo al covid.

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