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Si è svolta oggi la seduta della Commissione vigilanza della Regione Abruzzo, riunita per la discussione sull’Avvio del procedimento amministrativo circa la sospensione dell’autorizzazione al pubblico esercizio degli impianti di risalita in località Prati di Tivo del Comune di Pietracamela.

Ma facciamo qualche passo indietro per vedere cosa è successo. La Gran Sasso Teramano è una società in liquidazione che non può pagare alcun debitore tanto più che sono in corso i bandi per la vendita del patrimonio immobiliare.

L’Amministrazione separata di Pietracamela, socia della Gran Sasso, ha presentato un decreto ingiuntivo per i canoni pregressi e ritirato il contratto di concessione dei terreni. La Regione è socia al 15% della Gran sasso teramano.

Gli impianti di risalita e la cabinovia si trovano sui terreni di proprietà dell’Asbuc (Amministrazione Separata dei Beni di Uso Civico) e la risoluzione del contratto di concessione da parte di quest’ultima ha fatto scattare il procedimento amministrativo da parte degli Uffici regionali che hanno avviato la procedura per la revoca dell’autorizzazione al pubblico esercizio degli impianti di risalita e della cabinovia.

Vista l’impossibilità di saldare i debiti, era stato chiesto a Paride Tudisco, presidente dell’amministrazione separata di Pietracamela (che rivendica il pagamento del debito pregresso) di tornare sui propri passi in attesa di portare a compimento tutte quelle azioni imposte dalla procedura di liquidazione e che la Provincia, insieme ai soci, sta regolarmente compiendo. I debiti della società non sono dovuti ai costi di funzionamento ma alle sanzioni tributarie che datano qualche anno.

Il vice Capogruppo Regionale del Pd, Dino Pepe, e il Capogruppo di “Abruzzo in Comune”, Sandro Mariani, chiedono certezze nell’immediato, visto che la stagione estiva ha fatto registrare incoraggianti numeri in crescita per l’intero comprensorio montano del teramano, ed una seria programmazione in vista del futuro. “Stiamo lavorando per portare questa problematica all’attenzione della Commissione Vigilanza al fine di approfondire ogni aspetto della vicenda e chiedere, al contempo, un impegno serio e concreto alla Regione Abruzzo” sottolineava Dino Pepe. “La comunità di Pietracamela e i turisti hanno necessità di avere risposte certe circa gli impianti e, senza dover attendere miracolose soluzioni calate dall’alto, Regione, Provincia, Comune di Pietracamela e gestore, assieme a tutte le parti interessate da questa spiacevole vicenda, devono sedersi attorno ad un tavolo ed iniziare seriamente a programmare il futuro degli impianti di Prati di Tivo disegnando una strategia di rilancio dell’intero comprensorio turistico montano che non può continuare a vivere alla giornata, sottoposto a continue turbolenze ed a scossoni che minano le certezze ed il futuro di quegli imprenditori che hanno puntato sulle potenzialità della nostra montagna. Per noi qualche “spicciolo” piovuto a mo’ di elemosina visto che i soldi veri li hanno destinati agli investimenti su altre aree montane abruzzesi più gradite al Governatore romano”.

“Il centrodestra che guida la Provincia e la Regione si è contraddistinto finora solo per una serie di mirabolanti annunci, promesse di fantomatici fondi mai arrivati ed un piano di rilancio della nostra montagna rimasto, per ora, solo sulla carta, o meglio nei sogni di qualche Consigliere regionale a cui evidentemente l’alta quota dà alla testa” dichiarava Sandro Mariani.

Nel frattempo, è arrivata la proposta di acquisto da parte di un gruppo di imprenditori, tramite uno studio legale di Roma.

Dopo l’impossibilità di una risposta positiva negli scorsi mesi da parte di Cassa Depositi e Prestiti, all’orizzonte si intrevebe una strada che porterebbe ad un famoso gruppo bancario. “Ho presentato un piano industriale – dice Di Natale, liquidatore della GST – che prevede l’accensione di un mutuo con la garanzia di un contratto di gestione degli impianti di Prati di Tivo da mettere sul piatto della bilancia“. Ovviamente si sta parlando di un piano  di affidamento ultraventennale.

Oggi la Commissione Vigilanza della Regione Abruzzo, dopo accurate indagini e sopralluoghi, non ha “rilevato i presupposti per procedere alla sospensione dell’autorizzazione al pubblico esercizio”.

La notizia, comunicata a tutti i soci della Gran Sasso teramano e quindi anche alla Provincia è stata accolta con sollievo dal Presidente il quale, tiene a sottolineare, che: “nonostante le numerose difficoltà che si frappongono, in alcuni casi in maniera davvero incomprensibile, alla risoluzione dei problemi della montagna teramana io sono ottimista. Credo che i tasselli si stanno ricomponendo, la nostra montagna è tornata ad essere un prodotto molto appetibile con migliaia di visitatori e di questo dobbiamo ringraziare gli operatori e lo stesso gestore per la qualità del servizio offerto”.

Il liquidatore Di Natale ha esposto la situazione debitoria chiarendo che si darà luogo ad una serie di bandi di vendita dei singoli beni, operazione a suo dire necessaria per procedere ad un ulteriore bando volto all’affidamento della gestione ventennale dell’area. Di Natale ha riferito di un interesse di soggetto privato che intenderebbe rilevare parte delle quote della società, proposta che verrà portata all’attenzione dei soci nella prossima assemblea.

“La situazione rappresentata è preoccupante. Ci auguriamo che la giunta regionale, vista l’attenzione avuta nelle scorse settimane per l’area di Castel di Sangro, possa sviluppare strategie e finanziamento anche per la montagna teramana“, ha dichiarato Dino Pepe.

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