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Sono stati presentati oggi, nel rispetto della tradizione che da 72 edizioni caratterizza la sacra rievocazione, i personaggi del presepe vivente di Rivisondoli che animeranno la capanna di Pié Lucente il prossimo 5 gennaio. Una presentazione sobria così come ha scelto di fare da qualche anno, Don Daniel Cardenas, parroco di Rivisondoli, insieme al sindaco Giancarlo Iarussi, vera anima della manifestazione. Come annunciato nei giorni scorsi, La Madonnina, l’Angelo dell’Annunciazione e l’Angelo della Capanna, saranno impersonati da tre ragazze originarie di Atri nel segno di un gemellaggio suggellato nel nome della pace e della fratellanza. A vestire i panni della Madonnina sarà Caterina Adriani, 18 anni studentessa del V anno del liceo scientifico Luigi Illuminati di Atri. Con lei parteciperanno alla Sacra rappresentazione Benedetta Santarelli e Aurora Pavone, entrambe 16enni, compagne di classe nel terzo anno dell’Istituto tecnico economico di Atri. “Per me è una grande responsabilità vestire i panni della Madre di Gesù”, ha detto Caterina nel corso della cerimonia di vestizione, “un ruolo che cercherò di ricoprire con tanta umiltà e tanta devozione“. Caterina ha poi svelato un piccolo aneddoto: Mi ha raccontato mio padre che mio nonno veniva ogni anno a vedere la Sacra Rappresentazione di Rivisondoli. Adesso che non c’è più so che per lui, sarebbe stato un onore vedermi indossare il velo della Madonnina: è a lui che dedico questo indimenticabile momento”.
Nelle vesti di San Giuseppe ci sarà Daniel De Nardis, 28 anni di Roccaraso: “Nella vita di tutti i giorni faccio il falegname e con il mestiere che faccio interpretare San Giuseppe mi riempie ancora più d’orgoglio. Spero di essere all’altezza all’altezza di chi mi ha preceduto perché per me sarà un’esperienza indimenticabile”. Nella mangiatoia della Capanna di Pié Lucente, così come tradizione vuole ci sarà l’ultimo nato del paese Giorgio Raucci Martini, venuto alla luce da soli 50 giorni. Il piccolo Giorgio è figlio di due medici che lavorano in due ospedali di Napoli, il Policlinico e il Cardarelli. Nella sua omelia il parroco Don Daniel Cardenas, ha ricordato il gemellaggio tra Atri e Rivisondoli, il mare con la montagna, che ha portato le due comunità ad unirsi in questo delicato momento in cui è in atto una dura guerra a pochi chilometri di distanza, nel segno della pace e della fratellanza. “Il nostro vuole essere un forte messaggio di pace come lo è stato quello della prima edizione, quando Rivisondoli e l’Italia uscivano dal durissimo conflitto della Seconda Guerra Mondiale”, ha detto il parroco. “i potenti del mondo dovrebbero guardare alla leggerezza e alla spensieratezza dei bambini per capire che nessuna guerra, nessun territorio, vale di più di una vita umana così come ha sempre ribadito Papa Francesco”. Anche il sindaco Giancarlo Iarussi, nel suo intervento ha voluto sottolineare l’importanza che rappresenta il Presepe vivente non solo per Rivisondoli per tutta la comunità degli Altipiani Maggiori. “Voglio ringraziare tutte le persone che si stanno prodigando per difendere e continuare a far crescere ancora di più, la nostra manifestazione. Il mio appello va a tutti i concittadini affinché si stringano ancora di più attorno al Presepe, il più antico d’Italia dopo quello di San Francesco realizzato a Greccio, un presepe che da 72 edizioni è il vanto e l’identità della nostra comunità, ed è apprezzato in tutta il mondo”, ha concluso il sindaco.

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