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SULMONA – Parti in aumento del 35 per cento rispetto al 2015 con una conseguente riduzione del parto cesareo. Ma nella pianta organica dell’ospedale di Sulmona non è prevista la rete Sten che in un caso è stata attivata dopo quattro ore. Per lo Stam è prevista solo un’unità. Queste le novità che sono emerse questa mattina dal ginecologo Annalisa Scambitti e dall’avvocato Catia Puglielli, attivista Tdm, riguardo la salvaguardia del punto nascita dell’ospedale di Sulmona nel Consiglio che ha ottenuto l’adesione di sindaci e medici dell’ospedale peligno mentre la Regione Abruzzo è rappresentata dal consigliere Maurizio Di Nicola e il Senato dalla senatrice pentastellata Gabriella Di Girolamo. Tante chiacchiere, qualche assenza, molte giustificazioni e soprattutto non poche le spartizioni di responsabilità. “Oggi non indosso la fascia tricolore perché il territorio non può essere chiamato a raccolta solo in determinate circostanze”- ha esordito il sindaco di Pacentro Guido Angelilli mentre il sindaco di Pratola Peligna Antonella Di Nino ha spinto per l’ospedale di primo livello perché “se c’è un diritto che non può fare i conti con i numeri quello è il diritto alla salute”. Cgil, Cisl e Uil hanno presentato un documento congiunto, rimarcando che non può esistere un punto nascita senza un ospedale di primo livello. Dello stesso avviso anche il portavoce del comitato pro punto nascita Luigi La Civita. Non ha nascosto il suo imbarazzo a prendere la parola il consigliere regionale con delega ai trasporti, Maurizio Di Nicola, chiamato a rappresentare la regione su delega dell’assessore Paolucci. Non c’era nemmeno il consigliere regionale Andrea Gerosolimo da molti tirato in ballo. “Qui bisogna rimarcare il fatto che l’ex assessore oggi non è presente”- ha esordito prima di lasciare l’aula il sindaco di Castelvecchio Subequo, Pietro Salutari. Ma su facebook Gerosolimo ha ricordato che grazie al suo impegno il punto nascita di Sulmona è ancora aperto ed ha incalzato “il governo “gialloverde” perchè si assuma le proprie responsabilità e modifichi il Decreto Lorenzin come ha promesso in campagna elettorale”. Non è dello stesso avviso la senatrice pentastellata, Gabriella Di Girolamo, che ha stabilito che la “Regione deve presentato un piano di investimenti che rilanci il servizio, portando un piano reale al prossimo tavolo di monitoraggio”, fermo restando il suo impegno per superare il decreto Lorenzin ma quello per la senatrice è un percorso più lungo. Per la senatrice la bocciatura tecnica è da imputare alla Regione e non al Ministero. Un discorso che non convince il consigliere comunale, Andrea Ramunno, secondo il quale “è la senatrice oggi che deve raccogliere la forza territoriale per rappresentarla”. Sposta il discorso sul collegamento con il presidio dell’Alto Sangro il Presidente della Provincia Angelo Caruso. L’appelo finale spetta al sindaco Annamaria Casini che ha ribadito lo scollamento tra il punto nascita, l’ospedale e la medicina del territorio, punti sui quali si dovrà lavorare in modo incisivo ma tutti insieme e seriamente, senza pensare a contendersi meriti e responsabilità che non producono effetti sull’utenza.

Andrea D’Aurelio

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