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SULMONA – “Sembra piuttosto un premio di consolazione questa annunciata ristrutturazione attesa da oltre un decennio, con ritardi e spoliazioni che invece sono sempre puntuali e a detrimento delle popolazioni delle aree interne in una stazione ferroviaria sguarnita, svuotata, priva di contenuti, popolata soprattutto da tossici e spacciatori”. La fotografia che scatta il movimento Italica, coordinato da Alberto Di Giandomenico, non è affatto rassicurante. Il gruppo non ha accolto con soddisfazione la notizia della riqualificazione delle aree esterne della stazione di Sulmona. O meglio. L’iniziativa è lodevole ma, a fronte di un piazzale riqualificato, il movimento ricorda le grandi espoliazioni. “Almeno il piazzale dello scalo ferroviario sta per tornare agli antichi splendori anche se senza presidio di Polizia ferroviaria, senza più la linea ordinaria Sulmona-Carpinone e con diverse corse ridotte”- interviene Italica convinta che . “esultare per il recupero di un piazzale e continuare a giocare in difesa senza un’aspettativa di crescita è assurdo, stiamo perdendo tutto, non solo una stazione e non siamo in grado di programmare un intervento che spiani la strada al futuro rimettendoci in linea almeno con i tempi del resto d’Italia, per i collegamenti e i trasporti, linfa vitale per attrarre investimenti con nuovi binari e bracci ferroviari d’affiancare alla vecchia struttura”. Il riferimento vale anche per il trasporto urbano: “autobus elettrici fantasma o che non arrivano in cima, in centro, altri sgangherati che si fermano con le linee ridotte al lumicino e cancellate la fine settimana, le colonnine per la ricarica elettrica inesistenti e piste ciclo pedonali visibili solo grazie ad una fervida fantasia”. La strada per il rilancio complessivo è decisamente in salita.

Andrea D’Aurelio

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