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PRATOLA PELIGNA – Resta chiuso il Santuario della Madonna della Libera di Pratola Peligna. La doccia fredda è arrivata ieri al termine del sopralluogo eseguito dalla Protezione Civile Regionale e dalla Soprintendenza dei Beni culturali che hanno confermato l’aggravamento delle lesioni, già riscontrate nell’edificio all’indomani del sisma del 2009. Il colpo di grazia è arrivato dopo il terremoto di Norcia, quando il Santuario fu chiuso dopo una verifica tecnica eseguita dall’ingegnere Paolo Petrella, tecnico di fiducia della parrocchia. Secondo Protezione Civile e Soprintendenza l’edificio di culto necessita di lavori immediati di adeguamento sismico. Si attende a questo punto lo sblocco dei fondi, che ammonta a 800 mila euro, da parte del Ministero dei Beni Culturali. Oltre al finanziamento del Ministero sul Santuario, meta di pellegrinaggi religiosi in qualsiasi momento dell’anno, sono stati riversati già 150 mila euro grazie a un comitato spontaneo dei cittadini e 250 mila euro con la legge mancia, somma ottenuta dall’amministrazione De Crescentiis. I soldi ci sono ma i lavori stentano a partite mentre ad ingoiare l’amaro boccone in questi giorni è la parrocchia unitamente all’intera comunità pratolana. Imprenditori e operatori economici hanno lanciato l’allarme dal momento che il Santuario è un punto di riferimento del turismo religioso della zona. Non è escluso anche la festa della Madonna della Libera, quest’anno, si svolga con la Chiesa chiusa.

Andrea D’Aurelio

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