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SULMONA – Forse è inutile raccomandare al nuovo anno di essere migliore. Meglio essere persone migliori con e nel nuovo anno. Tirare fuori la forza nascosta dentro, trasformando le ferite in feritoie, per guardare oltre, ricominciare ancora e recuperare il senso di essere comunità. Il capodanno è sempre uno spartiacque tra l’alba e il tramonto. Un ideale passaggio di consegne tra il principio e la fine. Per gli auguri di buon 2023 noi abbiamo scelto un volto, un nome e una storia che rende l’idea sul “transito” tra la notte e l’aurora. È la storia di Valentina. Donna, madre, docente. Dagli inizi del 2020 lotta contro il “Drago” (cancro) ed è portatrice della mutazione BRCA. L’altro giorno il nono ciclo di terapia che ha segnato il sorpasso alla malattia. La strada è in discesa. Per questo Valentina ha voluto scrivere una lettera a Sulmona, città che ha saputo rialzarsi tante volte, la cui bellezza risiede nelle sue cicatrici. Proprio come è accaduto a lei che ha dovuto gestire questa delicata fase tra scuola e famiglia, circondata dagli affetti. Di seguito pubblichiamo integralmente la lettera e la nostra intervista perché anche Sulmona possa ritrovare la leggerezza che merita, superando litigiosità e scaramucce. L’anno nuovo sarà migliore solo se noi sapremo essere migliori,
non degli altri ma di noi stessi.

“Cara Sulmona,
in questo anno che sta per terminare è a te che voglio dedicare i miei pensieri e le mie
riflessioni. Il 2022 per me è stato un anno incredibile: terrificante ed indimenticabile al tempo stesso. 365 giorni durante i quali ho raggiunto le vette e visto l’abisso. Non devo di certo spiegare a te di cosa sto parlando visto che le tue strade hanno raccolto di
me lacrime e speranza, felicità e dolore.
Tu mi hai vista nascere e crescere, diventare donna, moglie, madre e insegnante. E mi hai
vista cambiare. E mi hai vista ammalarmi ed affrontare i miei draghi e le mie paure. E mi hai
aiutata come forse neanche immagini.
In che modo? Semplicemente mostrandoti ai miei occhi come la metafora di me. Nei millenni sei caduta tante volte, travolta da eventi che non potevi prevedere né controllare. Ogni volta però hai avuto la forza di rialzarti e di rinascere. Più bella e forte di come eri prima di ogni inciampo. Hai rimesso insieme i pezzi, ma saldandoli tra loro con quanto di più prezioso possa esistere al mondo: la condivisione e la collaborazione di chi ti
riempie di vita e di speranza. Negli ultimi tre anni anch’io sono inciampata a caduta tante volte, ma ogni volta ho trovato la forza e la giusta motivazione per rimettermi in piedi e tornare a sognare, perché tu, soprattutto tu, mi sei stata di esempio e sostegno. Camminando tra le tue strade, ho trovato spesso le cicatrici di ciò che eri e che non sarai più. Un’epigrafe.
Una finestra. La crepa di un muro. E tutto questo mi ha aiutata a capire che non devo nascondere nulla della mia storia perché
oggi sono ciò che sono grazie proprio a quello che mi ha segnata. Ho compreso che solo
incorniciando di bellezza il mio dolore ed abituando i miei pensieri alla leggerezza riuscirò a non stancarmi mai. In questi ultimi mesi mi hai protetta e coccolata abbracciandomi con la tua normalità che io
ho trovato nei tuoi sapori e nei tuoi rumori. Mi hai riaccolta dopo ogni viaggio nel modo più
delicato ed avvolgente possibile, tingendo il tuo cielo con i colori e le luci che amo di più. Hai fatto in modo di farmi incontrare persone fantastiche che hanno riempito i miei giorni di
risate e condivisione, di complicità e attimi di dimenticanza. E allora per l’anno che verrà, cara Sulmona, ti auguro di ritrovare anche tu la leggerezza che meriti e che un po’ hai smarrito. Perché tu non hai bisogno di contrasti e sterili scaramucce. Ciò di cui hai bisogno sono collaborazione e idee. Generosità ed altruismo. Tutto ciò che ti permetterà di cambiare di nuovo e mostrarti al mondo in tutta la tua spudorata bellezza. A chi invece, come me, vive tra le tue mura auguro di ritrovare in te la propria storia. Di imparare a vivere in simbiosi con te, per imparare a non perdere mai di vista i legami, gli affetti, la bellezza, lo stupore, le metafore e tutto ciò che permette di frenare l’istinto di fuga e vivere di emozioni. Auguri, cara amica. E auguri a tutti noi”

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