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Prova a buttare ancora fumo negli occhi agli utenti, la Asl 1. Dopo l’inaugurazione farsa della risonanza magnetica, strumento, di fatto, ancora inutilizzato perché sono bloccate le prenotazioni, adesso è la volta del progetto “SoS liste d’attesa”, progetto che non solo non facilita il processo di accesso alla prestazione sanitaria ma complica ancora di più la vita del cittadino utente alimentando ulteriori attese. Inoltre, il progetto, mette in discussione l’operato dei lavoratori addetti al Cup e insinua il dubbio circa la validità delle prescrizione mediche definite “inappropriate e non necessarie”. Per di più, il servizio si occupa solo delle priorità brevi (B) e differite (D) e non, ad esempio, di quelle urgenti: queste ultime, ovviamente, le più necessarie e doverose. In sostanza, “Sos liste d’attesa” suona come un modo per dire che se le liste d’attesa non scorrono è sempre colpa di qualcun altro, non certo della Azienda sanitaria e, quindi, della Regione che evita così di farci sapere come intende procedere per abbatterle davvero, le liste d’attesa: il grosso problema che gli abruzzesi vogliono vedere risolto. E’ anche su questo che, con il nostro candidato presidente Luciano D’amico, lavoreremo quando governeremo la Regione Abruzzo. Come prima cosa aumenteremo la risorse finanziarie. In particolare, faremo in modo che aumenti il numero di medici e infermieri: il personale sanitario è la risorsa più importante per un sistema sanitario efficiente. Investiremo sulle tecnologie, riorganizzando i servizi territoriali fondamentali per la prevenzione e la cura delle malattie. Altro che autonomia differenziata! L’impressione è che Marsilio e la sua maggioranza di centrodestra navighino a vista nel tentativo di spacciare per buona e necessaria la privatizzare del Servizio sanitario nazionale pubblico. Noi, invece, difenderemo il servizio sanitario nazionale: un diritto fondamentale, garantito dalla Costituzione, che non possiamo permetterci di perdere.

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