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SULMONA – Vuole vederci chiaro l’Uaar, l’unione degli atei e degli agnostici razionali, sulla collocazione di un monumento commemorativo alla visita del papa emerito Benedetto XVI a Sulmona nel retro della Basilica Cattedrale di San Panfilo. L’associazione, dopo aver spedito una missiva al sindaco di Sulmona Annamaria Casini, ha richiesto il formale accesso agli atti. “Attendiamo la risposta dell’amministrazione nei termini di legge per poter valutare la possibilità di proseguire oltre”- avvisano dall’Uaar L’Aquila. “Si fa rinnovato appello al sindaco di tener conto del principio di laicità, principio che tutela le sensibilità di tutti i cittadini, anche quelli che non si sentono rappresentati da una statua di un esponente di una religione”. “È la fede illimitata nella legge, nell’eguaglianza di tutti davanti alla legge, che sola legittima la funzione dello Stato e lo eleva dal piano politico a quello morale”. Citando Giovanni Spadolini, l’Uaar fa sapere che intende proseguire la sua battaglia. Nella lettera indirizzata al sindaco Casini, fra le atre cose, l’associazione ha fatto notare che la legge italiana impedisce
l’innalzamento di monumenti di persone ancora in vita. Fino a qualche giorno fa non si parlava altro che di sicurezza delle scuole, ora è la statua da dedicare alla visita pastorale di Benedetto XVI a tenere banco nelle piazze e nei quartieri della città. (A.D.A.)

La lettera dell’Uaar al sindaco Casini
Gentile Sindaca Annamaria Casini,
apprendiamo dalla stampa che entro pochi giorni verrà innalzato un monumento
raffigurante Joseph Aloisius Ratzinger.
Dai giornali apprendiamo che la decisione è stata presa dal signor Angelo Spina e
che il progetto è stato adottato dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio Comunale
dell’era Ranalli.
Di tutto ciò non è mai stato data notizia alla cittadinanza e qualche giorno fa è
apparso un cantiere nella parte retrostante la Basilica di San Panfilo.
Siamo a chiederle spiegazioni di questo cantiere, anche perché nel cartello ivi
apposto c’è come riferimento agli atti autorizzativi rilasciati dagli Enti competenti,
quale la delibera di giunta nr 87/2016 di cui non si trova copia nel sito comunale.
Il cartello riporta la fumosa dicitura “realizzazione monumento commemorativo”,
quindi non si ha la certezza che raffiguri il vivente Ratzinger, perché ci preme
ricordare che il signor Ratzinger non è deceduto e che la legge italiana impedisce
l’innalzamento di monumenti di persone ancora in vita.
Ci chiediamo se siano state rispettate tutte le procedure in merito.
Ci chiediamo se il prefetto abbia dato il suo parere positivo.
Ci chiediamo perché sul sito del comune non ci sia comunicazione della delibera di
giunta indicata sul cartello del cantiere.
Ci chiediamo perché questa scelta non sia stata condivisa con l’intera cittadinanza,
ma sia rimasta segreta fino ad oggi.
Ci chiediamo se i pareri paesaggistico e storico-artistico da parte della
Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici dell’Abruzzo, oltre che
naturalmente dal competente Ufficio Tecnico Comunale siano pervenuti con le
tempistiche corrette
La scelta di apporre questo monumento all’entrata della nostra città è una totale
mancanza di rispetto del principio di laicità riportato nella nostra Costituzione.
Una città intera non può essere rappresentata dalla sola religione cattolica.
Chiediamo quindi alla sua amministrazione di rispondere alla nostra lettera
pubblicamente, perché ci sembra corretto che i cittadini conoscano le motivazioni di
scelte che li coinvolgono direttamente.
In ogni caso anche il nostro ufficio legale sta valutando il da farsi.
Certi di una sua pronta risposta, cordialità.
Liana Moca

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