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SULMONA – Il giudice conferma e il Riesame annulla misura cautelare. È l’incredibile risvolto dell’inchiesta sulla tentata estorsione a Rivisondoli che coinvolge sindaco, vice sindaco e legale dell’ente, raggiunti nelle scorse settimane da misura cautelare dell’obbligo di firma. In mattinata è stata depositata l’ordinanza del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Sulmona, Marta Sarnelli che, all’esito dell’interrogatorio di garanzia rigetta le istanze dei legali e conferma la misura cautelare precedentemente adottata. Tuttavia la sorpresa dell’ultimo minuto è giunta per il vice sindaco, Roberto Ciampaglia (difeso dall’avvocato Pietro Savastano), che è comparso questa mattina davanti al Tribunale del Riesame dell’Aquila, il quale ha annullato la misura impugnata, nel giro di 120 secondi stando all’ordine cronologico delle ordinanze (12-19-12.21). Una decisione importante quella adottata dai giudici del capoluogo, anche alla luce dell’udienza fissata per gli altri indagati. I tre sono finito sotto inchiesta per aver chiesto la somma di circa 20 mila euro a quattro soggetti partenopei, condannati per abuso edilizio nei tre gradi di giudizio penali e dai giudici amministrativi per aver realizzato una scala senza autorizzazione in un’abitazione del paese. Gli indagati, assisti dai legali Mariella Iommi, Franco Zurlo e Pietro Savastano, hanno spiegato di aver agito esclusivamente per l’interesse dell’ente, fornendo ampia documentazione al riguardo. Il vice sindaco in particolare, per il tramite del Savastano ha spiegato che “i denuncianti, attraverso intermediazione degli altri soggetti, hanno ricercato insistentemente un incontro con l’amministrazione comunale (parte politica). Gli indagati, a quel punto, li hanno ricevuti nell’Aula Consiliare del Comune per ascoltare le loro istanze. Nel corso della riunione sono state svolte delle trattative finalizzate a raggiungere un accordo transattivo, il quale tecnicamente prevede la reciproca concessione che le parti si fanno: il Comune avrebbe rinunciato ad esercitare l’azione risarcitoria nella quantificazione del danno giacchè il diritto al risarcimento al danno era già stato dichiarato in maniera definitiva nel processo penale, conclusosi a marzo 2022, con l’ordinanza della Cassazione che aveva condannato l’imputata in via definitiva e avrebbe altresì rinunciato al giudizio amministrativo pendente dinanzi al Tar dell’Aquila che vedeva ricorrenti gli stessi denuncianti. A fronte di tali concessioni, questi ultimi avrebbero dovuto pagare al Comune una somma pari all’impegno di spesa, regolarmente iscritto nel bilancio comunale, degli importi concernenti pattuiti con l’avvocato per i giudizi penali e amministrativi oggetto della stessa transazione. Nel momento in cui la discussione non avrebbe portato ad una fattiva conclusione il vice sindaco ha abbandonato il tavolo” . Va precisato che a tale riunione erano presenti anche altri amministratori. Per cui, secondo i difensori degli avvocati, appare improbabile la commissione di un reato nella sede istituzionale dell’assise civica. Per sindaco e avvocato è stata fissata udienza al Riesame per il prossimo 13 ottobre mentre per il vice sindaco è stata annullata misura cautelare disposta con ordinanza originaria. Per cui, secondo il principio “tanquam non esset”, l’ordinanza odierna risulta inefficace.

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