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SULMONA – Un anno e due mesi di attesa per una visita endocrinologica? C’è a chi è andata peggio. E’ il caso di donna di Sulmona che ha prenotato la prestazione sanitaria, finalizzata alla cura della tiroide di hashimoto, nel 2016 e il Cup ha fissato la visita in questione per il corrente anno 2018, due anni dopo. A riaccendere i riflettori è stata la vicenda che è capitata a un’altra donna che sulla rete sociale di facebook ha denunciato le lunghe liste d’attesa. Lei dovrà attendere un anno e due mesi. L’esame è stato prenotato il 22 gennaio 2018 ma potrà recarsi in ospedale per la visita endocrinologica solo l’11 aprile 2019. Non ci voleva credere tant’è che pensava si trattasse di un errore. E invece no. Un anno e due mesi di attesa ma c’è chi deve aspettare fino a due anni come ha denunciato un’altra donna. “Sono due anni che aspetto. La mia prenotazione è datata 2018 ma è stata chiesta nel 2016”- interviene la diretta interessata. Tempi inaccettabili per una sanità che vuole stringere la mano ai pazienti. D’altronde non sono pochi i casi che rimbalzano agli onori della cronaca di lunghe liste d’attesa con gli utenti che, laddove è possibile, preferiscono altri nosocomi a quello peligno pur di accorciare i tempi. Un modus operandi che va corretto in fretta. Nel momento in cui si parla di rilancio dell’ospedale di Sulmona ben venga discutere sulla classificazione ma, alla luce degli ultimi episodi, non basta. C’è bisogno innanzitutto di ridurre le liste d’attesa onde evitare la disaffezione degli utenti verso il presidio.

Andrea D’Aurelio

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