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PACENTRO – Il buon esordio c’è stato ieri sera con musica, street food e la serata dedicata ai giovanissimi. Cresce l’attesa, a Pacentro, per la 572 esima edizione della Corsa degli Zingari che guarda verso l’Unesco con le presenze eccezionali della madrina, Manuela Arcuri e del noto giornalista televisivo, Osvaldo Bevilacqua che domani guiderà la nostra diretta televisiva sui canali 882,898,925,948, canale 14 digitale Telemax Abruzzo , canale Ondatv , canali social YouTube e Facebook. Dalla serata di ieri sono inoltre scattate tutte le ordinanze previste dal piano di sicurezza, comprese quella firmata dal sindaco, Guido Angelilli, che vieta di introdurre bottiglie o contenitori di vetro per il consumo di bevande all’interno di vie, piazze, parchi, giardini, aree pubbliche attrezzate. Non è possibile la vendita per asporto, sia in forma fissa che itinerante bevande contenute in bottiglia o
recipienti di vetro, anche dispensate da distributori automatici;di consumare in luogo pubblico bevande contenute in bottiglie o recipienti di vetro. Sul fronte della viabilità la strada Morronese appena riaperta, sarà a senso unico (solo in direzione Sulmona) dalle dalle 14 alle 24 di oggi e domani. Dalla Pietra Spaccata, dove leggenda vuole che si sia poggiata la Casa Santa di Nazaret nel suo trasvolo dalla Terra Santa a Loreto, prenderà il via la Corsa degli Zingari, domenica prossima, 4 settembre, come da tradizione. La suggestiva gara, percorrendo i sentieri a piedi nudi, calpestando pietre, cespugli e rovi. Una gara che certo non si disputa sul…velluto. Oltre alle origini di devozione alla Madonna di Loreto, che Pacentro celebra proprio in questi giorni, la Corsa degli Zingari avrebbe anche un’origine militare. La corsa infatti serviva per il reclutamento di soldati, a servizio delle truppe di Giacomo Caldora, il feudatario medievale di Pacentro. Poi c’è l’aspetto socio-economico, perchè vincere la corsa rappresentava una forma di riscatto sociale: girare per il paese indossando “lo vestito” realizzato con la stoffa del Palio era motivo di vanto ma anche il mezzo utile per ottenere un lavoro stabile e altre agevolazioni dai ricchi del paese. Oggi non è più così. “Oggi i giovani di Pacentro non corrono più per avere ma per essere”, ha sempre sostenuto lo storico e antropologo Franco Cercone, scomparso qualche anno fa. Oggi per i pacentrani partecipare e vincere la Corsa degli Zingari, è segno di appartenenza al proprio paese. Anche se, alla fine della corsa, incassare i 1200 euro previsti per il vincitore costituisce uno stimolo sufficiente per giustificare la partecipazione a una corsa massacrante e dolorosa, ma breve. Saranno trentacinque quest’anno gli “zingari” che si contenderanno il premio. E diversamente dalle precedenti edizioni sono stati ammessi alla gara concorrenti provenienti anche da fuori. Premi in denaro a scalare sono previsti fino al sesto classificato. Poco meno di un chilometro, 862 metri per la precisione, che si corrono a piedi scalzi, di solito in circa 5 minuti. Si parte da quota 750 metri della Pietra spaccata su Colle Ardinghi per scendere lungo un ripido crinale lungo 322 metri fino al torrente Vella e risalire fino alla chiesa della Madonna di Loreto, all’inizio del paese, dove è posto il traguardo

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