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PRATOLA PELIGNA – Non si parlava d’altro un anno fa in quel di Pratola Peligna. Oggi quel clima di sgomento si percepisce ancora. Che la morte di Pino Basile abbia lasciato un vuoto incolmabile ne è prova il fatto che nelle piazze e nei quartieri pratolani si parla ancora di lui, del suo carattere frizzante e ironico, della sua passione e abnegazione per la musica tant’è che fu il Patron del Festival Nazionale delle Bande e delle Majorettes Città di Pratola Peligna. Non poco rinomata la sua devozione alla Madonna della Libera. Per diversi anni Basile guidò il comitato festeggiamenti. Il suo cuore cessò di battere l’8 ottobre 2015 al termine di una lunga malattia. Un uomo che ha lottato fino alla fine e ha reso Pratola Peligna la capitale dell’intrattenimento e del folklore. Numerosi i complessi bandistici che in sei anni di Festival ha contattato e ha portato nel centro peligno per dare una boccata d’ossigeno anche al turismo e all’economia della zona. Funzionario comunale, aveva la battuta sempre pronta. In un momento dove si fa fatica a sorridere, Basile riusciva a sprizzare allegria da tutti i poli. Fulgido esempio per i più giovani. In quanto a sacrificio e tenacia Pino lascia una grande eredità. Ha dimostrato che anche l’impossibile a volte si può realizzare, basta crederci e stringere i denti. Questo pomeriggio alle ore 18 sarà celebrata una Santa Messa nel Santuario della Madonna della Libera. Non pochi i giovani che nel corso delle principali manifestazioni dell’anno lo hanno ricordato, alzando gli occhi al cielo, postando almeno una frase sulla rete sociale di facebook. La Banda di Rutigliano ha composto addirittura una marcia ad hoc, nel corso dei festeggiamenti della Madonna della Libera. E’ il giusto riconoscimento per un uomo che ha lasciato il segno e nemmeno la morte può cancellare il suo vissuto. E’ doveroso che per Pino la banda continui a suonare.

Andrea D’Aurelio

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