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SULMONA – Non c’è pace per i lavoratori delle coop a Palazzo San Francesco. Al servizio tributi a cinque dipendenti Satic il lavoro è stato garantito fino al 9 maggio e gli indirizzi della Giunta al settore contabile sono arrivato solo il 23 maggio con apposita delibera. Il servizio di assistenza informatica continua a non essere garantito perché scaduto il 31 maggio e dal 6 luglio scadrà anche il servizio di assistenza tecnica. Per Anthony Pasqualone e Nicola Cieri di Cgil e Uil il quadro è allarmante e la protesta è dietro l’angolo. L’obiettivo è quello di cercare un nuovo accordo con gli amministratori per scongiurare le azioni eclatanti già annunciate. I due sindacalisti non fanno troppi giri di parole per denunciare “l’interruzione di pubblico servizio” negli uffici comunali. “Sono ormai anni – scrivono Cgil e Uil – che chiediamo garanzie in termini di prosecuzione e continuità dei servizi e quindi di impiego lavorativo, ma, da parte del Comune di Sulmona, continuano a non arrivare mai risposte certe e precise, sia in termini di tempi che di procedure. Anzi, l’unica certezza è che si continua a brancolare nel buio, infatti sistematicamente vengono affrontati i problemi solo dopo che i servizi sono stati interrotti, tentando di apportare soluzioni parziali e non risolutive. Sembra che infatti sia normale, in questa amministrazione Comunale, interrompere ciclicamente i servizi pubblici”. “Ribadiamo la necessità di trovare, nell’interesse collettivo, sia in termini di erogazione di servizio, sia di continuità lavorativa e di stabilità occupazionale, una immediata e definitiva soluzione a questa drammatica vertenza di lavoro che si aggiunge alla ancora più drammatica situazione che questo territorio è costretto a vivere da anni, attraverso un immediato affidamento, nel rispetto delle vigenti normative in tema di appalti pubblici, dei predetti servizi. In caso contrario ci dichiariamo da subito pronti ad ogni forma di lotta, anche eclatante, a tutela dei servizi e dei lavoratori”- concludono le organizzazioni sindacali.

Andrea D’Aurelio

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