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SULMONA – Via gli psichiatrici da piazzale vittime del dovere. L’ennesimo grido arriva dalla UIL Pa che, tramite Mauro Nardella, investe del problema l’amministrazione centrale. “Non si contano più gli psicopatici che il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria sta inviando al carcere di Via Lamaccio e con essi gli innumerevoli problemi che tutt’ora si stanno creando e che si vanno ad aggiungere ai tantissimi che già affliggevano quello che altro non è che uno dei più importanti carceri d’Italia”- rileva Nardella- “Questo stato di cose sta contribuendo a farne di quello che prima era un istituto modello in un’autentica discarica sociale oltreché polveriera pronta ad esplodere. “. Secondo il DAP il Penitenziario di Via Lamaccio sarebbe dotato di un presidio psichiatrico capace di gestire detenuti di Alta Sicurezza affetti da patologie psichiatriche e quindi capace di ospitare quelli che una volta venivano ricoverati presso gli ospedali psichiatrici giudiziari. Niente di più falso per Mauro Nardella, segretario generale territoriale UIL PA Polizia Penitenziaria. Secondo il sindacalista della UIL  “a Sulmona non c’è nulla (a parte uno psichiatra lasciato in balia di se stesso e privato così com’è di un valido reparto con tanto di personale formato) che possa essere finanche paragonato ad un centro capace di gestirne  l’indole di tali soggetti. Il DAP mente sapendo di mentire quando nell’inviare questa tipologia di reclusi riconosce in Sulmona un caratteristica che di fatto non ha. A rimetterci sono tutti sia i detenuti che il personale. I continui problemi prodotti da questa tipologia di detenuti, causa di innumerevoli eventi critici, stanno distogliendo gli operatori da ben altre e più importanti incombenze ( tra esse anche e soprattutto quelle di natura meramente trattamentale) necessarie per assicurare i diritti ai detenuti sani. Ciò sta causando un effetto domino che non si sa dove porterà e di certo non a vivere quelle condizioni di serenità necessarie per svolgere al meglio questa delicatissima professione. Il DAP non può tirarsi fuori dalle responsabilità di cotanto disastro. A tal proposito non si capisce perché non ottempera a quel particolare procedimento che porti al trasferimento dei più facinorosi. A Sulmona arrivano detenuti ma non ne partono. Come dire ‘sul cotto l’acqua bollente’. Ad aggravare ancor di più la situazione vi è la presenza di tantissimi detenuti con gravi patologie e che per essere gestiti, spesso in regime di ricovero ospedaliero, assorbono numerose Unità di polizia Penitenziaria spesso sottratte al lavoro di importanti uffici. Se non ci arrivano i dirigenti dipartimentali a capire che è ora di agire lo faccia il Ministro della giustizia Carlo Nordio.Intervenga subito a sanare le delicate questioni che stanno facendo collassare il carcere di Sulmona. Il tutto prima che sia troppo tardi. Il personale non ce la fa più a sostenere tutto ciò. E non ci vengano a dire che non lo avevamo detto”- conclude Nardella

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