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SULMONA – Ora è ufficiale. La variante Delta del Covid-19 fa la sua comparsa anche in Valle Peligna. Ad accertarlo è stato l’Istituto Zooprofilattico di Teramo che ha comunicato alla Asl l’esito del sequenziamento dei tamponi positivi che fanno riferimento all’arco temporale degli ultimi 21 giorni. In totale sono 3 i nuovi casi scoperti in Centro Abruzzo: 2 nell’area peligna e 1 in quella sangrina. Tutti fanno riferimento ai contagi da ritorno, al cosiddetto virus in valigia, nonché agli spostamenti e viaggi all’estero avvenuti il più delle volte senza copertura vaccinale. Si tratta ormai di Covid guariti o in via di negativizzazione. Il dato da rilevare è che il contagio in variante è stato importato dall’estero. Per cui non ha origine locale. Come pure tutta la filiera dei contatti è stata ricostruita con efficacia e tempismo dalla Asl. Il responso che arriva da Teramo è quindi da annoverare solo ai fini della statistica che deve però spingere a mettere il vaccino in valigia prima di viaggiare per ottenere una più alta protezione contro malattia e infezione da Covid-19. L’imponente lavoro di analisi eseguito dall’Istituto Zooprofilattico di Teramo rappresenta per la nostra regione anche un record nazionale per il numero di tamponi positivi al Covid sequenziati a caccia di varianti. Un dato imponente di sequenziamenti visto che nell’ultimo mese in Abruzzo è stato analizzato il 21,75% dei campioni, a fronte di una media nazionale dell’8,7%, e oltre il 90% di questi  proprio nei laboratori dell’istituto teramano. Un lavoro di analisi genomica fondamentale per mappare in tempo reale le varianti ed intercettare le nuove mutazioni del virus. Inoltre, l’Istituto ha avviato delle importanti collaborazioni scientifiche con Libia, Tunisia e Namibia e ospitato i primi due ricercatori tunisini: nel 2022 ne arriveranno altri per formarsi a Teramo attraverso un progetto finanziato dall’Oms.

 

Andrea D’Aurelio

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