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Zafferano. L’oro che germoglia è la mostra artistica che, in occasione della 728^ edizione della Perdonanza Celestiniana, verrà illustrata a L’Aquila con una proiezione che si svolgerà a Palazzo Burri Gatti dal 27 al 28 agosto.

Questa volta è il linguaggio dell’arte a parlarci del crocus sativus, la pianta dalla quale si ricava la preziosa spezia le cui proprietà medicamentose, aromatiche, tintorie, cosmetiche e culinarie erano note fin dai tempi più antichi.

L’esposizione, che vede come curatrice la dott.ssa Lucia Tognocchi, è stata promossa dall’associazione Nicola Zabaglia in collaborazione con il Comune di Navelli e il Consorzio per la Tutela dello Zafferano dell’Aquila DOP e comprende alcune decine di opere ispirate allo zafferano, declinate nelle varie tecniche artistiche: dalla pittura alla modellazione, dalla tessitura all’arazzo, dal mosaico alla vetrata, dalla lavorazione del cuoio alla fotografia digitale.

Le opere, esposte per la prima volta a Roma, nell’ex Cartiera Latina del Parco Regionale dell’Appia Antica, sono state donate dai vari autori, per la maggior parte corsisti, ex corsisti e docenti delle Scuole d’Arte e dei Mestieri di Roma Capitale, e successivamente acquisite dal Comune di Navelli che ne ha fatto una mostra permanente allestita nell’ottocentesco Palazzo De Roccis.

Dunque, ancora un altro modo per parlare della Piana di Navelli, una delle aree più importanti della produzione italiana di zafferano, dove da secoli si ricava una spezia preziosa quanto l’oro.

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