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Il Sars Cov-2 ci ha dato una tramortita…Questo è sicuro. Abbiamo ubbidito come abbiamo potuto, ci siamo rinchiusi in casa a fare il pane e ad ascoltare i bollettini e i numeri. Ci siamo spaventati tanto quanto dovevamo. O forse un po’ troppo. Troppo non perché il virus non fosse spaventoso, ma troppo perché abbiamo dimenticato che non c’era solo lui ad attentare alla nostra salute.

no_entryCosì abbiamo tralasciato controlli e terapie. Sono saltate sedute di chemio e controlli di noduli. Ma, per parlare di quello che mi riguarda più direttamente, sono saltati accessi in Pronto Soccorso per dolori toracici sospetti. Così, sono morti giovani con infarto del miocardio o miocardite (causata spesso dallo stesso virus) mentre aspettavano a casa che il dolore passasse.

Così, sono morti anziani già provati con scompenso post-ischemico. Così, adesso ci ritroviamo pazienti che avevano un cuore sanissimo nel pre-covid e ora ci presentano tracciati elettrocardiografici alterati e ecografie patologiche. Quando l’infarto è evoluto in una piccola zona acinetica non compromettente l’intera contrattilità ventricolare sinistra, i sintomi residui possono essere minimi o assenti.

Quando l’ischemia è stata più estesa, il paziente arriva lamentando affanno, stanchezza, affaticabilità.

Personalmente, avevo rivolto un appello via FB affinché, pur nell’attenzione generale necessaria, non si trascurassero sintomi specifici e ci si rivolgesse agli operatori sanitari nel caso i disturbi facessero sospettare una sofferenza miocardica.

Ma la paura del contagio, dell’Ospedale quale focolaio del Virus, dell’imbarazzo a doversi giustificare davanti a Sanitari irritati dall’irrilevanza del quadro clinico, hanno scoraggiato molti, forse tutti quelli che hanno potuto scegliere.

E ora ci ritroviamo così. Tramortiti. Con cuori più malandati. Usciamo dalle nostre case zoppi e ansimanti e cerchiamo cuore_ricucitotoppe che forse non serve più mettere. Proveremo a ricucire gli strappi, a sanare le ferite, a tamponare gli scompensi, in questo dopoguerra che ci auguriamo non sia solo una pausa.

Però ricordiamoci di non dimenticare.

Ricordiamoci il cuore, sempre.

Ricordiamoci che lo dobbiamo difendere ogni giorno.

Perché è forte ma viene colpito troppo spesso.

Perché i vigliacchi mirano sempre e comunque lì.

Di Sonia Delle Monache

Dr.ssa Sonia Delle Monache Medico Chirurgo, Specialista in Cardiologia, Dirigente Medico ASL Teramo, Membro Club Soroptimist International di Teramo. Socia fondatrice Associazione Culturale "Liberementi". Relatrice e redattrice di diversi articoli scientifici.