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“Il Comune dell’Aquila ha, in tempi non sospetti, avviato un piano per la sicurezza informatica dei suoi sistemi, volti a tutelare l’integrità dei dati e delle informazioni di cittadini e dipendenti”. È quanto affermano il sindaco, Pierluigi Biondi, e l’assessore con delega alla Digitalizzazione e Informatica, Ersilia Lancia, in replica alle dichiarazioni rese dal consigliere comunale Gianni Padovani: “Quanto afferma l’esponente di opposizione, secondo il quale solo a seguito di una sua interrogazione in Consiglio comunale l’amministrazione si sarebbe attivata per acquistare un programma per la protezione delle reti Internet, è grottesco. La determina di liquidazione in favore del Sed, che gestisce il Servizio elaborazione dati per conto del Comune di cui parla, è sì riferita all’acquisto di un firewall (destinato, quindi, alla difesa degli apparati e delle reti internet) ma che è stato effettuato dalla società ben dieci mesi fa”.

“Sarebbe bastato, pertanto, che il consigliere Padovani chiedesse informazioni sul documento pubblicato sull’albo pretorio per avere chiarimenti su quello e su quanto è stato messo in campo in tema di cybersicurezza. Avrebbe scoperto, per esempio, che da maggio dello scorso anno è stato avviato un piano volto a potenziare e rinforzare l’intera architettura digitale dell’ente: non è sufficiente acquistare e installare un antivirus o antimalware, ma integrare soluzioni tecnologiche su cui i tecnici del Sed sono a lavoro costantemente. Oppure che da giugno 2022 è stato attivato un nuovo datacenter e che in termini di sicurezza c’è stato un balzo che ci ha portato a ottenere il 54% di punteggio Microsoft Secure Score, che si basa sulle migliori pratiche riconosciute a livello globale consigliate dal CIS (Center of Internet Security): ben al di sopra della media degli enti della medesima dimensione infrastrutturale del nostro Comune che si attestano al 46%, come certificato da Microsoft stessa. Quotidianamente, inoltre, viene effettuato un backup delle macchine virtuali e delle banche dati presenti sui vari server, per cui anche di fronte ad un eventuale attacco hacker non vi sarebbe alcuna dispersione di informazioni (se non quelle del giorno stesso) di utenti, cittadini e dipendenti comunali”.“Avrebbe scoperto questo, il solerte Padovani, se si fosse preso la briga di approfondire un tema tanto delicato quanto centrale come quello della sicurezza informatica, su cui si sta lavorando e si continuerà a operare  – sempre in silenzio,  come ci piace fare da 6 anni a questa parte –  grazie alla preziosa collaborazione fornita dal qualificato personale del Sed. Ma ci rendiamo conto che il desiderio di visibilità sui media a volte renda poco lucidi, poco responsabili eticamente e moralmente, con la conseguenza di incappare in modeste figure generatrici di confusione e ingiustificati allarmismi. Grave ancora di più se pensiamo al disorientamento che tale condotta potrebbe provocare nei cittadini di cui si è ventilata la violazione di dati intimi e sensibili”, concludono sindaco e assessore.

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