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CAPESTRANO – “Al Comune di Capestrano si utilizza l’aumento dei canoni dell’acqua per pagare le spese legali procurate dalla scellerata azione politico-amministrativa del sindaco”. A denunciarlo in una nota è il capogruppo di minoranza nonché ex vice sindaco Virgilio Lerza, unitamente a Vincenzo Secinaro e Domenico Colantonio, consiglieri di opposizione. I tre raccontano che nella seduta del consiglio comunale del 24 novembre la maggioranza ha approvato le variazioni al bilancio di previsione 2016, utilizzando sostanzialmente gli aumenti dei canoni dell’acqua potabile per pagare le spese legali «procurate al Comune di Capestrano dalla scellerata azione politico-amministrativa del sindaco Antonio D’Alfonso firmatario, insieme all’attuale capogruppo di maggioranza Giancarlo Ranieri e ad altri illustri esponenti dell’allora minoranza, Ugo Giannunzio e Nicola Colantonio, di un esposto alla procura della repubblica de L’Aquila, nel lontano marzo 2011». L’esposto fece incardinare un procedimento penale a carico dell’ex sindaco Giuseppe Marulli, del suo vice Virgilio Lerza (attuale capogruppo di minoranza) e del geometra Domenico Cimetta, tecnico comunale, tutti assolti con formula ampiamente assolutoria dal tribunale di L’Aquila. Le spese legali per questo procedimento- raccontano Lerza e gli altri- ammontano a circa 70.000 euro e soltanto 20.000 euro sono stati per il momento reperiti. «Per gli altri 50.000,00 euro sara’ necessario che la maggioranza si attivi al piu’ presto per trovare la relativa copertura, magari senza farla pesare sui capestranesi. Una soluzione praticabile potrebbe essere quella che il sindaco di Capestrano Antonio D’Alfonso, uno dei responsabili dell’accaduto, rinunciasse alla sua indennita’ di carica», incalzano dall’opposizione che chiede che la deliberazione di variazioni al bilancio venga inviata alla procura della corte dei conti per opportuna conoscenza.

A.D.A.

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