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Silvio Paolucci, capogruppo del Pd in Consiglio regionale, torna a parlare di vaccini poiché la Regione ha tappato i buchi con l’acquisto di 60mila dosi di vaccini antinfluenzali al costo di 30 euro l’una contro i 3/6 euro dei precedenti acquisti risultati insufficienti. Un vero ‘salasso’ per le casse regionali, afferma Paolucci, visto che, considerando la quota più alta di 6 euro a dose, si passerebbe da 300mila euro a 1,8 milioni, con una differenza di 1,5 milioni di euro. E per arrivare a coprire le 160mila mancanti, non si sa bene quale sarà la strategia dell’ente e delle Asl.

La vicenda, dopo le numerose denunce da parte degli esponenti di minoranza, è finita in Commissione di Vigilanza. Per Paolucci la carenza sta causando gravi difficoltà ai medici di famiglia che non possono soddisfare le richieste dei pazienti e non sanno come poter smaltire le liste di attesa di migliaia di cittadini, soprattutto categorie a rischio come anziani e malati cronici. Ai quali, qualora il vaccino dovesse arrivare, verrebbe, stando ai medici, somministrato in ritardo.

E punta il dito contro la destra governante e sul grave ritardo di programmazione da parte della Direzione regionale della Salute, guidata dall’ex capo della Prevenzione del Ministero della Salute, Claudio D’Amario, nominato a gennaio ma arrivato in Abruzzo il 2 maggio proprio su richiesta dei vertici del dicastero visto che si era in piena prima ondata della pandemia. Da quel che trapela, sarebbe la Asl abruzzese direttamente a fare una trattativa diretta con una società romana.

“Questo nuovo capitolo aggiunge sconcerto sulla gestione, afferma Paolucci, ma che sia da monito per il futuro, non solo relativo alla campagna antinfluenzale, ma soprattutto per quella di massa contro il Covid, per cui ci sono regioni che si stanno già preparando sia logisticamente che organizzativamente, per cercare di svolgere il tutto in modo ottimale, coprendo la maggiore fetta di popolazione possibile, con le dovute priorità dettate dalle condizioni fisiche e dai ruoli dei destinatari dei vaccini. Questa vicenda molto grave deve essere da monito anche per le future campagne vaccinali contro l’influenza: se oggi avessimo avuto una decente copertura della popolazione, quando ci sarà il picco dell’influenza il sistema avrebbe di certo riscontrato meno problemi nell’individuazione del virus e dalla distinzione dal Covid. Ma così non è stato e ora la Regione si vedrà costretta a pagare una cifra spropositata: almeno provveda a stringere i tempi del completamento possibile con queste ulteriori 60.000 dosi, per cui oggi chiede alle Asl nuovamente di comunicare i fabbisogni a mezzo mail, perché arrivino ai destinatari in modo certo e nella maniera più veloce possibile e ci dica cosa farà sulle ulteriori 100mila mancanti”.

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