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L’Aquila- Questa mattina conferenza stampa delle Associazioni ambientaliste davanti al Consiglio regionale a L’Aquila per difendere il Parco regionale Sirente Velino. Compatte per combattere la proposta della perimetrazione del Parco. Per questo, hanno lanciato una petizione online alla quale finora hanno aderito 11.000 firme in soli dieci giorni, segno che c’è molta attenzione verso la gestione delle aree protette. La Regione Abruzzo è conosciuta per la sua natura protetta e ben conservata e le persone vogliono che non venga compromessa da scelte politiche fallimentari. “La Regione vuole proporre un taglio di 8 mila ettari sull’unico Parco regionale, il Sirente Velino, ha dichiarato Filomena Ricci, Wwf. Un Parco che non ha avuto negli anni una gestione brillante: è stato commissariato e lo è ancora dal 2015, in totale ha passato più tempo così che in gestione ordinaria. L’unico Parco che ospita aquile, camosci, orso marsicano. Ci aspetteremmo che la Regione, che si vanta di essere quella “Verde dei Parchi”, avesse un progetto di rilancio per l’area protetta, attraverso il confronto con le popolazioni locali e non tagliando pezzi di territorio protetto. Già è stato fatto in passato: c’è un cuneo di territorio “libero” che entra all’interno dell’area protetta”.

Le associazioni hanno spiegato che nella delibera di approvazione della nuova perimetrazione si afferma che “la modifica dei confini, così come proposta dai Comuni, non incide sulle peculiarità ambientali e naturalistiche del territorio, che gode comunque delle tutele previste dalle misure di conservazione generali e sito-specifiche per le Zone Speciali di Conservazione (ZSC) e per la Zona di Protezione Speciale (ZPS), ricadenti nel territorio del Parco”. “Non c’è nessuna evidenza scientifica – dicono le associazioni – che possa confermare una tale affermazione. Anche perché se in un territorio vengono istituiti Siti di interesse comunitario come quelli citati, vuole dire che c’è la presenza di specie e habitat di interesse conservazionistico. Una tale decisione poi crea anche una confusione normativa in quanto per realizzare azioni all’interno di Zsc e Zps sarà comunque necessario effettuare la procedura di Vinca, ma ai cittadini si va a togliere il ritorno in promozione e compensazione dello stare all’interno di un parco ben gestito.

Quello che cambia è il regime venatorio, nei Sic, nelle Zps e nelle Zsc l’attività venatoria, seppure con alcune limitazioni, è consentita. Di fatto, l’azione della Regione avrà come risultato quello di aprire alla caccia territori che oggi ne sono esclusi perché compresi nel Parco, pensando in tal modo di risolvere il problema dei danni all’agricoltura, di migliorare le condizioni degli imprenditori agricoli danneggiati dai danni da cinghiale, come si legge nella relazione che accompagna la proposta di legge”.

Il ricorso presentato dalle associazioni è fondato su ben diciassette motivi, tra i quali la richiesta di annullamento del provvedimento con cui la Regione Abruzzo ha autorizzato la costruzione di 3 nuovi impianti di risalita e di 7 nuove piste per lo sci nel cuore del Parco Naturale del Sirente-Velino, Zona di Protezione Speciale a livello europeo.

Un impatto ambientale di indubbia incidenza su specie ed habitat di interesse comunitario; una relazione approvata direttamente dal Comune di Ovindoli, che è anche proponente del progetto, nonché dell’Autorizzazione Paesaggistica, rilasciata sempre dal Comune di Ovindoli dietro un parere favorevole della Soprintendenza, a detta dei ricorrenti assolutamente superficiale. Il progetto, invece di puntare sulla progressiva riconversione del turismo dello sci, anche in considerazione del riscaldamento globale in atto che limita sempre di più questa forma di attività d’impresa con il declino delle nevicate, è fondato esclusivamente sull’uso di ben 12,8 milioni di euro di fondi pubblici del Masterplan. Scommette, quindi, su un turismo, quello dello sci, che ha un impatto ambientale enorme su aree di grande valore ambientale che potrebbero essere valorizzate altrimenti con attività legate al trekking, al turismo in bicicletta, alla cura della salute sostenendo i servizi per i cittadini, agevolando le produzioni agricole e zootecniche fino a ristrutturare l’esistente nei Borghi, supportare il piccolo commercio e adeguare tutti i servizi di base dalla depurazione, in condizioni critiche nella Marsica, al contenimento delle perdite nella distribuzione dell’acqua .

L’attuale giunta ha oggi la possibilità di ribaltare questo percorso di mala gestione, per questo le associazioni chiedono che venga ritirata la delibera che approva la riperimetrazione del Parco regionale, che si apra un confronto con tutti i portatori di interesse e in particolare con le associazioni che sono portatrici di un interesse comune e non di parte, che si ascolti la voce degli oltre 11 mila firmatari che chiedono un rilancio e una nuova gestione del Parco regionale.

Invitiamo gli abruzzesi a proseguire nella mobilitazione affinché dalla tutela del Parco del Sirente Velino si riparta con il progetto della Regione dei parchi, che possa mettere finalmente in rete la gestione e la promozione delle aree protette abruzzesi, vera identità del nostro territorio, campo, forse l’unico, nel quale l’Abruzzo può emergere, farsi riconoscere, creare un marchio di promozione a livello internazionale.

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