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Paolo Romano – capogruppo Italia Viva, scrive in un comunicato: “È mia intenzione interrogare urgentemente il Sindaco sulla gestione Covid a L’Aquila. È certamente una gioia vedere tante persone per il centro della città, ma bisogna a ogni costo evitare che si torni a doversi chiudere in casa con il disastro economico e sociale che questo comporterebbe.
Ai recenti disagi causati dalle lunghe file per effettuare i tamponi molecolari al drive through di Collemaggio si aggiungono i turni anche di dodici ore per i pochissimi medici vaccinatori che si trovano a dover affrontare le terze dosi e insieme le prime sui bambini; ma quello che temo di più è che credo sia già saltato il tracciamento dei casi positivi con le conseguenze che si sono già viste nelle precedenti ondate virali. Tutto questo, che accade mentre entriamo nel terzo anno di pandemia, riporta la popolazione di fronte agli stessi disagi del passato: mancanza di informazioni certe e attese infinite per accedere ai protocolli, rimostranze che vengono fatte anche dai tanti cittadini in isolamento da acclarata positività o contatto. L’esperienza non ha evidentemente insegnato nulla ai vertici della Asl così come non ha insegnato nulla alla classe dirigente alla guida dell’amministrazione comunale. Il sindaco, massima autorità sanitaria della città, presidente del comitato ristretto dei sindaci, decide infatti, insieme al prefetto Torraco, che L’Aquila non seguirà le orme prudenziali degli altri capoluoghi italiani sopprimendo in queste festività ogni evento attrattore di assembramenti; e questo nonostante in città si stia registrando un evidente aumento dei contagi e sia stato persino isolato il primo caso di variante omicron. Per il tradizionale aperitivo della vigilia si emetterà una ordinanza pilatesca di divieto di somministrazione alcolici dopo le ore 15.00 che riguarderà il solo centro storico e della quale è stata data contezza alla stampa ancora prima della sua corretta stesura e diffusione. Scelte politiche scellerate nella decisione e persino nelle modalità che finiranno solo per provocare assembramenti nei bar di periferia e che, così come al momento riferita, costringerà anche i ristoranti del centro storico a non servire bevande alcoliche ai pasti.
Decisioni che comunque non impediranno la diffusione dei possibili contagi e finiranno per lasciare la città in balia di una Asl evidentemente ancora una volta impreparata nonostante il cambio dei vertici aziendali.
Con estremo rammarico devo prendere evidentemente atto che sono anche state dimenticate le perdite in termini di vite umane che come comunità abbiamo subito l’anno scorso, persone che hanno lasciato sole le proprie famiglie ma anche il nostro tessuto sociale e culturale orfano di riferimenti. Tutto questo non può assolutamente ripetersi”.

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