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“Adesso basta prese in giro. Chiedo al Ministro Speranza, al commissario Figliuolo ed alla Corte dei Conti di intervenire sulla vicenda dell’utilizzo dell’ospedale COVID a Pescara. Perché quello che sta accadendo, che abbiamo denunciato da subito nell’indifferenza generale, è inaccettabile. Finalmente anche il sindaco dell’Aquila si sveglia dall’omertoso silenzio di 12 mesi e si accorge che l’ospedale COVID di Pescara non viene utilizzato per il suo vero scopo. Ma ora il sindaco è tenuto ad andare fino in fondo, non solo con Albani – le cui dichiarazioni di ieri lasciano inorriditi – non è certo lui il decisore politico di questo scandalo, Biondi chiami in causa il vero artefice di tutto ciò: il Presidente Marsilio e la Giunta regionale. Il sindaco è autorità sanitaria e Presidente del Comitato dei Sindaci, non se la può cavare con un bisticcio con Albani. Faccio presente al Ministro Speranza, al generale Figliuolo ed alla Corte dei Conti che l’ospedale COVID a Pescara, inaugurato in pompa magna lo scorso anno è stato realizzato in meno di tre mesi con 11 milioni di € con fondi della Protezione Civile appositamente richiesti ad Arcuri e Borrelli per un ospedale COVID regionale, a cui sono stati aggiunti 2 milioni di fondi di una donazione alla Regione dalla Banca d’Italia. L’ospedale ha ampliato l’offerta della Asl di Pescara con 214 posti letto COVID di cui 40 di Terapia Intensiva. L’ospedale deve servire specificamente per il COVID tutta la regione ed accogliere i pazienti provenienti da altre Asl abruzzesi. È stato fatto apposta, sono stati spesi 11 milioni per questo. Abbiamo da subito posto interrogativi su questa operazione che è sempre sembrata posticcia e finalizzata ad altro, utilizzare i fondi COVID per potenziare l’offerta ospedaliera di Pescara e precostituire l’ospedale di 2 livello. Se così non è, allora l’ospedale COVID venga utilizzato per il suo scopo, oppure c’è stata una cinica e colpevole distorsione di fondi pubblici che non si può accettare da nessun punto di vista. Marsilio e la giunta diano indicazioni chiare: l’ospedale COVID di Pescara sia immediatamente messo a disposizione delle Asl abruzzesi per i ricoveri COVID e per le terapie intensive. In particolare la Asl dell’Aquila ha sofferto un sovraccarico enorme e solo grazie a medici e personale eccezionalmente motivato ha retto per 18 mesi in condizioni estreme, ma ora basta prese in giro. C’è purtroppo un aumento di ricoveri e di nuovo necessitano le terapie intensive, nella speranza che non si siano evoluzioni negative, ma la regione chiarisca una volta per tutte ed apra le porte dell’ospedale COVID di Pescara.” Così ha dichiarato la Deputata Stefania Pezzopane sui ricoveri COVID e le terapie intensive nell’ospedale COVID di Pescara, mentre ha depositato interrogazione al Ministro Speranza e scritto al Generale Figliuolo ed alla Corte dei Conti.
Sarà presentata nel prossimo consiglio della Provincia dell’Aquila, in programma il giorno 23 agosto, una mozione dei consiglieri di Fratelli d’Italia, Vincenzo Calvisi e Gianluca Alfonsi, primi firmatari, che impegna il Presidente della Provincia dell’Aquila, Angelo Caruso, a intervenire presso la Giunta Regionale d’Abruzzo affinché sia pienamente utilizzata la nuova struttura del Covid Hospital di Pescara per il ricovero di pazienti affetti dalla patologia della Sars-Cov2. “Condividiamo le osservazione del Sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi – dichiarano il Vice Presidente della Provincia dell’Aquila, Vincenzo Calvisi e il consigliere Gianluca Alfonsi -, perché venga pienamente utilizzata una struttura di Pescara realizzata appositamente per accogliere i malati da Covid, con 181 posti letto, 40 dei quali di terapia intensiva, costata ai contribuenti 11 milioni di euro, innanzitutto per favorire il decongestionamento dei presidi della Provincia dell’Aquila, già gravati dall’intenso lavoro di routine ma anche per consentire ai pazienti le migliori prestazioni in spazi appositamente dedicati. Riteniamo che una migliore razionalizzazione dei servizi possa coincidere con una vantaggiosa organizzazione sanitaria sul territorio della Provincia dell’Aquila che maggiormente soffre, con il suo territorio prevalentemente situato in alta montagna, di una serie di carenze derivanti dalla riorganizzazione del sistema ospedaliero”.

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