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“Questa amministrazione continua a governare la città in modo superficiale esponendo sistematicamente l’ente comunale al rischio che, su molti provvedimenti presi, possano essere sollevati potenziali conflitti di interesse”.

Queste le dure affermazione dei consiglieri d’opposizione Paolo Romano, Stefano Palumbo, Elisabetta Vicini, Edlira Banushaj, Stefano Albano, Giustino Masciocco, Carla Cimoroni e Angelo Mancini che continuano: “Ancora una volta siamo costretti a sollevare una questione di opportunità politica e amministrativa relativamente alla possibilità di coniugare l’attività professionale privata con il ruolo di amministratore pubblico. Apprendiamo infatti dalla stampa che l’ing. Dino Pignatelli (amministratore unico della partecipata Centro Turistico Gran Sasso) è tra i selezionati per l’affidamento del servizio di progettazione di fattibilità tecnica ed economica relativa all’intervento di collegamento tramite impianto a fune tra la stazione ferroviaria dell’Aquila e il polo universitario di Roio. E’ opportuno che un amministratore di una società a capitale pubblico, partecipi (in qualità di mandatario di un raggruppamento temporaneo di concorrenti) ad un avviso emesso dallo stesso Ente che lo ha nominato? Sia chiaro che l’ing. Pignatelli è libero di poter partecipare a qualunque gara, da solo oppure in società con altri, se possiede i requisiti richiesti, ma esiste anche un’etica amministrativa che imporrebbe maggiore attenzione e consapevolezza nello svolgimento del proprio ruolo. Se avesse depositato le proprie dimissioni, pur non dovute, per poi partecipare alla procedura di selezione per l’incarico di progettazione, avrebbe dato, a nostro giudizio, una lezione di buon governo onorando la sua funzione pubblica. L’ing. Dino Pignatelli non è nuovo a questi metodi per i quali, nel corso dei suoi tre anni a capo del CTGS, è stato in più di un’occasione redarguito da tutte le forze politiche presenti in consiglio comunale – aggiungono i consiglieri comunali -  sia esse di opposizione che di maggioranza, in particolare sulle nomine del direttore d’esercizio e del suo sostituto. Non è più accettabile tollerare la recita di due parti in commedia, ancor peggio se a ridosso della scadenza, a marzo, del suo mandato presso il CTGS, con la rinuncia o la riconferma nel suo ruolo condizionata all’eventuale aggiudicazione dall’incarico da 200.000€ per la funivia di Roio e l’imbarazzo della commissione esaminatrice nel trovarsi di fronte ad una simile situazione. A volte l’opportunità di non fare qualcosa vale molto di più delle norme che lo permetterebbero”.

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