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Hanno atteso il periodo aquilano più importante dell’anno, la Perdonanza Celestiniana, per annacquare negli spettacoli la coscienza cittadina sulla nomina dell’ingegnere Andrea Di Biase, capo di gabinetto del sindaco, ad amministratore unico di Abruzzo Engineering. Ma la festa del Perdono ha solo rimandato le riflessioni che è doveroso fare per la città: mai vorremmo infatti che con la nomina di Di Base, Biondi pensi di poter gestire le assunzioni dei professionisti a partita Iva e a tempo determinato nell’ambito della ricostruzione cittadina; si tratta di un’operazione che maldestramente aveva già tentato nel 2018, quando, sfruttando la presenza dell’allora sottosegretario Vacca in città, annunciò una gestione diretta del Comune sui professionisti di una partecipata regionale: una sveltina lanciata a mezzo stampa che si mostrò chiaramente priva di fattibilità consequenziale.
Il gioco era allora ed è oggi sempre lo stesso: ci si nasconde dietro la ricostruzione privata da completare auspicando impulsi che mai abbiamo visto, come mai c’è stata trasparenza nell’impiego delle risorse umane di Abruzzo Engineering all’interno della macchina comunale. Solo a titolo esemplificativo, basti pensare alla carenza di personale per procedere ai commissariamenti degli aggregati o allo sblocco delle tante pratiche ferme da anni negli uffici di via Avezzano.
Una cosa deve essere molto chiara: il Sindaco non può usare una partecipata della Regione con il solo fine di aprire l’ennesima stagione delle assunzioni a tempo determinato in vista delle
elezioni amministrative. Ricordiamo che fu proprio Biondi che, per difendersi dalle accuse mosse dall’opposizione in consiglio comunale sul ritiro del bando sugli stagionali di Polizia Municipale, dichiarò che l’Amministrazione non intendeva incrementare contratti a tempo determinato perchè convinta promotrice della lotta al precariato. Evidentemente nel frattempo ha cambiato idea.
Fa riflettere anche l’entusiasmo manifestato dal sindaco per la nomina aquilana di Di Biase se paragonato al suo silenzio sulle mancate corresponsioni delle retribuzioni ai professionisti di Abruzzo Engineering che nell’ultimo anno hanno vissuto evidenti disagi per i gravi e reiterati ritardi. Su questi fatti non è mai stata spesa una sola parola, eppure si tratta di decine di famiglie aquilane senza stipendio.
Appare poi alquanto bizzarro che, nel momento in cui sembrava si fosse al giro di boa della vicenda dell’acquisizione del ramo d’azienda di Euroservizi, si sia voluto procedere   all’avvicendamento al vertice di Abruzzo Engineering.
Tutto fa pensare che si stia perseguendo una precisa volontà politica per rendere più solido il cerchio magico formato dai “gabbiani” del sindaco. Sicuramente l’ing. Di Biase almeno sotto il punto di vista dell’opportunità politica avrebbe già dovuto dimettersi da capo di gabinetto del Comune dell’Aquila. Non si può infatti essere amministratore di una società partecipata che presta un servizio importante per l’Ente ed essere contestualmente uno dei vertici apicali dell’Ente destinatario del servizio: ne va tanto della ricostruzione fisica quanto di quella morale della città.

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