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Questioni di istanti è l’esordio narrativo di Roberta Giaretta con 78EDIZIONI, tra le più interessanti case editrici indipendenti orientata alla manualistica e alla narrativa per la crescita personale e il self-help. La Giaretta ha affidato a un racconto lungo la storia di Isabel: dalla nascita all’età adulta, il lettore segue la crescita e la maturazione della protagonista, attraverso momenti di gioia incommensurabile e dolore lacerante. Filo conduttore della narrazione è la capacità di trovare in se stessa la forza e la motivazione per superare gli ostacoli, riconoscere i momenti e le persone che arrivano a dare conforto, affrontare i “giri di boa” che ti porteranno altrove. L’autrice dà risalto all’importanza che rivestono quegli istanti impercettibili, di cui spesso non abbiamo consapevolezza, ma che per un motivo ben preciso ci cambiano la vita per sempre. Una narrazione lineare, semplice, diretta, che affronta tematiche importanti senza fronzoli e senza retorica.

Roberta Giaretta nasce e vive a Vicenza il 24 marzo 1975. Dopo un sofferto diploma in Ragioneria segue la sua vera passione, le materie umanistiche, laureandosi nel 2000 in “Scienze della Comunicazione”. Dopo la laurea lavora a Milano come addetta marketing per una famosa casa di moda. Fin da piccola ama danza, pittura, scultura e scrittura. Ha una profonda passione per la natura e i cani. Da dieci anni è consulente e organizzatrice commerciale per un’azienda multinazionale leader nel settore.

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Roberta, chi è Isabel?

Isabel è una donna come tante altre…fragile e al contempo forte…forte per necessità,  forte perché non aveva altra scelta se non  quella di esserlo.

Isabel…è anche la protagonista e il titolo di una canzone di Bjork (eclettica cantante islandese) che ero solita ascoltare nei giorni e nei momenti duri che racconto nel mio libro.

Quanto c’è di autobiografico? 

Assolutamente tutto, dalla prima all’ultima pagina.

Com’è nata l’idea del libro?

L’idea  non è nata…ne’ tantomeno avrei mai pensato di pubblicare un libro…invece è nato il libro vero e proprio dentro di me, il racconto del mio  vissuto, era pronto da tempo in realtà, l’ho scritto di pancia e di getto senza soffermarmi a pensarci su troppo.

Scritto a mano…per percepire meglio le sensazioni mentre scrivevo e “rivivere” quasi totalmente ciò che già avevo vissuto.

Quella forse è stata la cosa più difficile…non tanto nello scrivere ma nel rileggere…il “rivivere” certi episodi non facili, ma il libro ha la mission di supportare chi si trova in difficoltà, dare speranza e forza di poter rivedere la luce…quindi ne è valsa sicuramente la pena.

In questi giorni la cronaca impazza di fatti di violenza sulle donne. Secondo te, che senso ha l’8 marzo per Isabel?

Vorrei avesse un senso profondo non solo per Isabel ma per ogni donna che è o lo e’ stata vittima di stalking, violenze verbali, abbandoni…

Vorrei questa importante data potesse dare più forza alle donne così come il mio libro…soprattutto la forza di denunciare e uscire da un tunnel di paura.

Solo così una donna può rinascere come Isabel ha fatto.

Perché credo che ogni donna abbia il diritto di vivere libera e serena…e perché credo che accettare violenze verbali e non per paura porti solo al degrado totale del nostro “io” più profondo.

Ci sono ancora troppi fatti di cronaca dove a pagare sono spesso le donne, sempre fragili o indifese, sempre “non credute” a sufficienza e quindi non salvabili.

È un dolore atroce questo.

 

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