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Sulmona – 3 giugno 1979-3 giugno 2016. Ricorre oggi il 37° anniversario della terribile tragedia sotto l’acquedotto medioevale di Sulmona dove morirono quattro giovani tifosi dell’Aquila calcio: Maurizio Climastone di 18 anni, Paolo Centi di 16 anni, Carlo Dionisi e Carlo Risdonne entrambi 15enni. “Un’atroce fatalità, una morte tragica che spense il tripudio della loro giovinezza, per una vittoria che non videro”. E’ scritto così sulla lapide che è stata posta nei pressi di piazza Garibaldi per ricordare i quattro giovani strappati alla vita troppo presto. Il 3 giugno di 37 anni fa era una giornata particolare per lo sport ed i tifosi aquilani. La squadra rossoblù dopo dieci anni si giocava la possibilità di tornare in Serie C nello spareggio promozione contro l’Avigliano. Molti tifosi partirono con mezzi propri e pullman per recarsi a Cassino, teatro di scena della gara unica per l’accesso tra i professionisti. Alcuni decisero di transitare con gli autobus dentro Sulmona in segno di sfottò. Il primo passò senza problemi tra gli archi dell’acquedotto. A seguire si verificò un fuori programma che nessuno poteva prevedere. Un pullman si fermò all’improvviso perché quattro ragazzi, esposti dal finestrino e con la visuale coperta dalle bandiere, rimasero intrappolati tra uno dei pilastri dell’acquedotto ed il mezzo che li trasportava. Tre morirono all’istante mentre il quarto qualche giorno dopo. La partita passò in secondo piano. A prevalere purtroppo in quella giornata fu il terribile incidente. Per mantenere sempre vivo il ricordo è giusto commemorare insieme questa giornata da parte delle due città divise per rivalità e campanilismo ma unite ancora dal dolore e dallo sgomento.

Domenico Verlingieri

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