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Far scoprire la bellezza del dialetto aquilano e della città  dell’Aquila agli stranieri; questo l’obiettivo del libro: “Dialetto dell’Aquila per principianti” (Dialect of L’Aquila for beginners) scritto da Honoka Miki una ragazza giapponese di 19 anni che dal 2020 vive e studia psicologia all’Università  degli studi dell’Aquila. A raccontarci la sua storia e di come ha avuto l’idea di dedicare un volume al dialetto aquilano  proprio ad Hmgww8g-front-shortedge-384onoka che abbiamo raggiunto via Skype.

 M.Come nasce l’idea di scrivere un libro sul dialetto aquilano in inglese?

H.L’idea nasce dal fatto che In italiano esiste qualche libro sul dialetto aquilano ma non ce ne sono scritti in giapponese e in inglese. Vorrei trasmettere la bellezza di L’Aquila agli stranieri. Sto anche scrivendo la versione in italiano.

Il dialetto è cultura, arte, storia ed é bellissimo. Purtroppo, ho visto tanti stranieri che conoscono L’Aquila solo per il terremoto, nonostante ci siano le chiese, cibo, e  la gente che ci vive. Così spero che gli stranieri capiscano la bellezza de L’Aquila e dell’Abruzzo.

 M.Come hai conosciuto L’Aquila e cosa ti ha spinto a volerti trasferire?

Sono venuta in Italia nel 2015 ma solo per turismo, nel 2016 ho visto il terribile terremoto di Amatrice in televisione, ne sono rimasta molto colpita, e da li è nato il mio sogno di   aiutare i terremotati con l’aiuto della  psicologia, così da poter  aiutarli nel lungo termine.  Leggendo le notizie ho saputo che anche  L’Aquila è una città  terremotata. Nel 2017, ho visto sul sito web dell’Università  di L’Aquila, una pagina in ricordo delle vittime. Ero molto emozionata di aver visto questo pagina, e ho già  deciso di iscrivermi all’Università dellâ’ Aquila e da allora  ho anche creato un account Facebook per parlare con gli aquilani.

M.Quale è stata la tua prima impressione della città , e come sei stata accolta dai suoi abitanti?

H.Sono stata a L’Aquila nel Gennaio del 2020 per fare un giro turistico, sono molto contenta che la ricostruzione sta andando avanti. La città  è¨ molto tranquilla ma vivace. A me piace molto la città  così. Qui c’è¨ quello di cui ho bisogno. Il dolore che la città  ha è troppo grande e purtroppo c’è¨ tanto da fare ancora, ma mi sembra che i cittadini non perdono la speranza di vivere e hanno intenzione di andare avanti, e questa è¨ una cosa che ammiro molto.

La mia carissima amica Daniela Micari ha detto: “Noi l’abbiamo superato non pensandoci, andando avanti nella vita”. Ho molto rispetto di lei ed è impressionante la forza delle persone in questa città” 

Quali sono i suoi progetti futuri?

Vorrei creare una Onlus per i terremotati per aiutarli dal punto di vista psicologico, e vorrei creare un gruppo di auto aiuto per loro.

La Onlus servirà  anche   per trasmettere la importanza di 防災(bosai), che significa prevenzione dei disastri in lingua giapponese.

Così spero che anche se ci sono grandi terremoti, potremo reagire.

Anche se non dovessi poter vivere in Italia, vorrei mantenere questo legame con l’Abruzzo. Se possibile, vorrei diventare una ricercatrice per psicologia dell’ emergenza, e vorrei lavorare in Abruzzo per la gente che ha bisogno di una mano nella ricerca psicologica. Vorrei anche imparare il dialetto abruzzese.

 

Marco Malvestuto

 

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