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l’Anac, l’autorità nazionale Anticorruzione, con delibera numero 157 del 30 marzo scorso, ha dichiarato inconferibile l’incarico di presidente del Cda della Gran Sasso Acqua Spa, società pubblica del ciclo idrico integrato, all’avvocato Alessandro Piccinini, già assessore comunale ad inizio legislatura e voluto fortemente alla guida della GSA dal sindaco dell’Aquila, come riportato nell’articolo dell’ex direttore Nello Avellani. Qualche giorno fa è arrivata, al RPCT (responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza) di Gran sasso Acqua la risposta “tombale” da parte dell’Anac. Su questo sono intervenuti i consiglieri di minoranza di Passo Possibile che in una nota scrivono: “L’ulteriore pronunciamento dell’Anac preoccupa perché getta ancora più ombre sull’azione politica della società GSA. È d’obbligo riportare nuovamente la discussione all’interno di un’urgente Commissione di Vigilanza e Controllo in cui cercheremo di chiedere certezze al responsabile RPCT di GSA e in cui cercheremo di fornire risposte alla cittadinanza. Nulla contro il presidente avv. Alessandro Piccinini ma abbiamo il dovere come amministratori di dare certezza alle procedure che si introducono. L’Anac conferma che l’incarico a Piccinini non poteva essere dato. Si conferma nuovamente il difficile rapporto dell’amministrazione Biondi con l’autorità nazionale anticorruzione e con le normali procedure amministrative. Già da aprile scorso, infatti, all’interno della V commissione di vigilanza e controllo cercammo di dimostrare come serviva una decisione chiara, certa e trasparente, dando contezza a quanto emerso nella delibera n 157/2022 dell’Anac con la consequenzialità degli atti da adottare. Purtroppo, continua a permanere enorme preoccupazione sul prosieguo delle attività della Gran Sasso acqua, ancor di più dopo la conferenza dei capigruppo di qualche giorno fa. Il secondo stralcio dei sottoservizi è per il nostro territorio un’assoluta urgenza da risolvere senza sbavature e senza ulteriore perdita di tempo per gli atti opportuni. Ricordiamo infatti, ancora una volta, come l’incoercibilità può mettere a repentaglio tanto le decisioni da prendere in seno alla Gran Sasso acqua sugli investimenti del secondo stralcio dei sottoservizi per un importo pari ad euro 42.460.000, quanto la tutela dei cittadini che da questa delibera rischiano di essere i più colpiti: più il tempo passa e più si espongono le azioni amministrative della partecipata Gran Sasso acqua, che svolge un servizio essenziale per la comunità, a potenziali ricorsi”.

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