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“Il festival dei borghi più belli d’Italia non rappresenta solo una vetrina turistica per Caramanico e Abbateggio, ma per tutti i Comuni che fanno parte di questo club prestigioso. Crediamo molto nel marketing territoriale e, a dimostrazione di questo, la Regione Abruzzo è stata l’amministrazione regionale ad aver dato il contributo finanziario più alto dalla prima edizione del festival ad oggi. La soddisfazione più bella è quella di far scoprire le bellezze di questa parte di territorio e le sue peculiarità dal punto di vista enogastronomico a sindaci provenienti da ogni parte d’Italia. Una volta rientrati nelle loro città sono certo che saranno ben lieti, anche attraverso video, foto e materiale turistico, di raccontare quello che hanno visto in questi giorni in Abruzzo. E questa circostanza non può che determinare un circolo virtuoso che potrebbe favorire interessanti flussi turistici da fuori regione. Anche così si può fare promozione turistica e valorizzare i nostri borghi, senza investire risorse esorbitanti”. Sono le parole del Presidente di Regione Marco Marsilio che, assieme al presidente dell’Associazione Abruzzo e Molise dei Borghi più belli d’Italia, Antonio Di Marco, e dalla madrina della manifestazione, la conduttrice Rai Benedetta Rinaldi, hanno inaugurato stamattina gli stand presenti nel villaggio del “Festival dei borghi più belli d’Italia”. Poi la sessione convegnistica che proseguirà anche domani domenica 11 settembre.

A seguire il regista Walter Nanni insieme agli ambassador dei Borghi più belli d’Italia hanno dato una “lezione” ai sindaci su come veicolare al meglio l’immagine dei propri paesi: “Bisogna utilizzare la tecnica cinematografica per raccontare i luoghi, perché il cinema è la più grande forma di comunicazione – ha affermato – e poi bisogna fermare una sola immagine di quel posto, cioè iconizzarlo, renderlo facilmente riconoscibile attraverso una sola immagine”. Il programma è continuato con la presentazione del libro “L’Italia r(i)nasce dai Borghi. Progettare il passato per conservare il futuro” di Antonio Luna che nel suo intervento ha affermato: “La complessità e la diversità dei singoli borghi crea la sensazione che per ognuno di essi occorre un progetto specifico; quindi, iniziate a sprigionare le vocazioni del vostro territorio. Poi, deve esserci la capacità della nostra associazione di costruire best practices da replicare. Dobbiamo rimutuare il sistema borghi in una logica diversa e più inclusiva. Da trent’anni a questa parte sono stati marginalizzati perché hanno prevalso due imperativi economici: razionalizzazione e ottimizzazione. Questo ha portato a perdere attenzione e servizi nei confronti di comunità considerate marginali, ma secondo la logica delle aree interne la metà dei nostri comuni sono del margine. I borghi hanno grande attrattività ma scarsa capacità di produrre servizi turistici, questo è fisiologico, ma è giunto il momento di sprigionare le vocazioni dei territori e come sistema associativo cerchiamo di fare forza comune per proporre progetti di innovazione, ma allo stesso tempo ciascun territorio deve costruire il proprio vocabolario. Bisogna acquisire la consapevolezza del fatto che se una cosa ci riguarda, dobbiamo averne riguardo!”. La rassegna si concluderà domani (11 settembre) con un fitto programma di incontri, mostre e spettacoli.

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