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SULMONA – Non si sarebbe rassegnato alla fine della relazione sentimentale con la sua ex, terminata a dicembre 2021, tanto da porre in essere una serie di condotte prevaricatrici e vessatorie attraverso pedinamenti, centinaia di messaggi e molestie. Per un 53 enne residente in città, l’altro giorno, è scattato il divieto di avvicinamento alla persona offesa, disposto con ordinanza del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Sulmona, Alessandra De Marco. A notificargli la misura cautelare, nella sua abitazione, sono stati gli operatori del Commissariato Ps di Sulmona. L’inchiesta è scaturita dalla denuncia della compagna, lo scorso agosto, costretta a modificare le abitudini di vita per le condotte persecutorie perpetrate dall’indagato dal novembre 2021 al 31 agosto 2022. Nello specifico, secondo il quadro accusatorio, la donna sarebbe stata oggetto di pedinamenti abituali, sul posto di lavoro e nei vari luoghi frequentati. Dalla piscina alla banca fino ai luoghi di svago. La stessa avrebbe ricevuto continue molestie telefoniche, in orari notturni, con parole del tipo “tu sei solo mia è basta, solo la morte può farmi arrendere”. Il 53 enne avrebbe quindi tempestato la sua ex con telefonate (anche con una terza utenza telefonica attivata appositamente), messaggi ed e-mail, in maniera ossessiva e compulsiva. Lo scorso 14 gennaio, ad esempio, le avrebbe inviato ben 560 immagini ritraenti un loro bacio, intervallate da messaggi in cui la invitava a tornare a casa. Ma non è tutto. Secondo Procura e Polizia l’indagato avrebbe posto in essere meccanismi di controllo tanto da generare un perdurante stato di ansia alla sua ex con pericolo per la propria incolumità, a tal punto da costringerla a modificare le abitudini di vita: trasferirsi a casa della madre, tenere le tapparelle chiuse anche di giorno, chiudere sempre a chiave la porta di casa, guardarsi sempre intorno con circospezione, tornare a casa nel minor tempo possibile. Nonostante la querela sposta agli uffici del Commissariato lo scorso 6 agosto, l’uomo non avrebbe cessato di perseguitare l’ex compagna, tanto da far scattare l’intervento della Polizia, nei pressi del luogo di lavoro della donna. Il giudice De Marco, ritenendo sussistente il pericolo di reiterazione del reato, ha imposto al 53 enne la prescrizione di mantenere dai luoghi frequentati dalla persona offesa una distanza non inferiore a 500 metri, con l’ulteriore divieto di intraprendere con la medesima qualsiasi forma di contatto. Il prossimo 15 settembre l’uomo comparirà davanti al giudice, assieme al suo legale Alessandro Margiotta, con l’intento di ridimensionare il castello accusatorio. Tuttavia la giustizia lo ha “avvisato”. Se continuerà a compiere atti persecutori, finirà dritto agli arresti.

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