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Non c’è pace neanche per il Capoluogo dove aumenta l’incidenza di contagi. Chiudono uffici pubblici, l’Arta ad esempio; i tre casi accertati nell‘Università degli studi dell’Aquila, che hanno portato alla sospensione delle lezioni e infine, come nel caso del secondo anno di Ingegneria gestionale, al passaggio dell’intero corso da lezioni in presenza a didattica online, stessa sorte per il terzo anno di Biotecnologie a Coppito.

Nelle stesse ore i proprietari dell’Anbra, del Barrio di Paganicae della pizzeria La Vita è bella abbassano le saracinesche, un’altra volta dopo il lockdown della prima ondata, come il Monthy’s il giorno prima. Casi di coronavirus tra clienti e staff. Tutti negli ultimi giorni erano venuti a conoscenza di situazione in corso di attenzionamento e la gente si è riversata sul piazzale antistante il laboratorio DanteLabs per effettuare il tampone. Solo ieri 150 prenotazioni per la mattina stessa, più quelle del pomeriggio.
Nel frattempo al San Salvatore sono quasi sessanta i pazienti che abbiamo ricoverato in questo periodo.

Alessandro Grimaldi, primario del reparto di Malattie infettive del San Salvatore,  fa il punto della situazione sull’emergenza covid: “Dal periodo di ferragosto in poi, abbiamo ricoverato in ospedale una sessantina di persone, quasi tutte con la polmonite; per fortuna, in terapia intensiva abbiamo pochissimi pazienti, due o tre”.

Grimaldi ha ribadito come la sfida, in questa seconda fase, sia convivere con il virus. “Ci aspettavamo un aumento dei casi con la riapertura delle scuole e degli atenei, e tra coloro che frequentano attività al chiuso, come bar e ristoranti. Bisogna mantenere la calma: l’importante è tracciare prontamente le persone che sono entrate in contatto con i soggetti positivi. All’Aquila, abbiamo individuato tre o quattro focolai. Dobbiamo andare a ricostruire le catene dei contatti: molti resteranno negativi, alcuni si positivizzeranno e li terremo sotto osservazione. Ci troviamo in una situazione in cui non possiamo chiuderci di nuovo tutti in casa. Vanno evitate chiusure finché ce lo possiamo permettere, e lo dico contro i miei interessi. Ovviamente, se la situazione dovesse peggiorare valuteremo che cosa fare”.

 

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